✕

Telecom nel mirino di Telefonica.
Agcom: "Valutare se imporre scorporo rete"

Gli investitori scommettono sul titolo in attesa delle disdette al patto di Telco che controlla il 22,4% del capitale: c'è tempo fino a sabato prossimo. Preto, consigliere dell'Autorità: "Se Telecom non va avanti sullo scorporo, verifiche per imporlo". Catricalà: "E' difficile da attuare". Ubs al 2% dell'ex monopolista
1 minuti di lettura
MILANO - Investitori alla finestra in attesa degli sviluppi nelle vicende societarie di Telecom Italia (segui il titolo in diretta) che poi strappa al rialzo in chiursura (+3,4% a 0,59 euro), mentre Ubs si porta al 2,068% dell'ex monopolista delle Tlc, come emerge dalle comunicazioni Consob. Sabato 28 settembre scadono i termini per la disdettare il patto che tiene insieme i quattro soci di Telco, la holding che controlla il 22,4% della società: insieme agli spagnoli di Telefonica che hanno in pancia il 46% della scatola ci sono Mediobanca, Generali e Intesa Sanpaolo poco intenzionati a restare nella partita. Mediobanca ha già annunciato la volontà di uscire - progressivamente - da tutti i patti di sindacato. 

Il prossimo 3 ottobre, poi, è in calendario un cda cruciale per la società italiana. Il presidente Franco Bernabè dovrebbe infatti presentare il nuovo piano industriale con un aumento di capitale riservato che scongiuri il downgrade …
MILANO - Investitori alla finestra in attesa degli sviluppi nelle vicende societarie di Telecom Italia (segui il titolo in diretta) che poi strappa al rialzo in chiursura (+3,4% a 0,59 euro), mentre Ubs si porta al 2,068% dell'ex monopolista delle Tlc, come emerge dalle comunicazioni Consob. Sabato 28 settembre scadono i termini per la disdettare il patto che tiene insieme i quattro soci di Telco, la holding che controlla il 22,4% della società: insieme agli spagnoli di Telefonica che hanno in pancia il 46% della scatola ci sono Mediobanca, Generali e Intesa Sanpaolo poco intenzionati a restare nella partita. Mediobanca ha già annunciato la volontà di uscire - progressivamente - da tutti i patti di sindacato. 

Il prossimo 3 ottobre, poi, è in calendario un cda cruciale per la società italiana. Il presidente Franco Bernabè dovrebbe infatti presentare il nuovo piano industriale con un aumento di capitale riservato che scongiuri il downgrade delle agenzie di rarting: a fronte di un debito da 30 miliardi di euro, nelle casse della società dovrebbero entrare 3-5 miliardi di euro.

Nel frattempo è probabile che gli spagnoli di Telefonica lancino ai soci italiani di Telco una proposta di acquisto delle loro quote: a preoccupare gli iberici però è il Sud America. L'antitrust brasiliana potrebbe, infatti, imporre la cessione di Tim Brasil per evitare l'eccessiva concentrazione nel mercato con gli spagnoli che controllano Vivo.

Torna intanto d'attualità il tema dello scorporo della rete. Se Telecom non va avanti sull'operazione, su cui la società ha detto di voler procedere, l'Autorità di garanzia per le comunicazioni potrebbe fare delle verifiche "per imporlo come rimedio a garanzia della parità di accesso". Lo ha sottolineato il commissario dell'Autorità, Antonio Preto, in occasione di un convegno sulle telecomunicazioni. "Se Telecom non lo propone come iniziativa volontaria - ha detto Preto - forse dovremmo avviare i dovuti approfondimenti per accertare la sussistenza delle condizioni per imporlo come rimedio a garanzia della parità di accesso". Di diverso parere è il vice ministro dello Sviluppo economico, Antonio Catricalà, che in passato è stato al vertice anche dell'Antitrust: "E' difficile imporre lo scorporo coatto della Rete di accesso di Ttelecom Italia. Il processo naturale - ha aggiunto - è quello volontario, l'imposizione di una misura così radicale è troppo impervia per essere perseguibile". Catricalà si augura, piuttosto, uno da protagonista nella vicenda per la Cdp pur sottolineando che un intervento diretta della Cassa depositi e prestiti "non è all'ordine del giorno".