Nestlè fa melina sulle avance a Ferrero.
Intanto i conti crescono senza sosta
Franco Zantonelli, di FRANCO ZANTONELLI
Il colosso svizzero non commenta le anticipazioni di Repubblica sull'operazione allo studio, che porterebbe la Nutella tra i marchi di proprietà della multinazionale di Vevey. Intanto le vendite vanno a gonfie vele: crescono anche nell'Europa della crisi, per un fatturato di 55 miliardi di euro
LUGANO - Nessuna ammissione, da parte di Nestlè, ad un eventuale interesse ad inglobare il gruppo Ferrero, come riporta oggi Repubblica in edicola. "Abbiamo già detto che non abbiamo in vista grosse acquisizioni e, per il momento, le cose rimangono così", è stato precisato stamane, a Vevey, nella sede della multinazionale elvetica, che ha presentato i risultati dei primi 9 mesi dell'anno, contraddistinti da un'aumento delle vendite del 4,4%.
Da noi contattato, inoltre, Philippe Aeschlann, portavoce del colosso svizzero ci ha detto che "non è nostra abitudine commentare i rimori di mercato". La "questione Nutella", insomma, è stata affrontata solo di sfuggita. Dopo aver fatto man bassa di alcuni noti marchi italiani, come Motta, Buitoni, San Pellegrino, Panna e Levissima, Nestlè, almeno ufficialmente, non parrebbe interessata a impossessarsi pure dell'azienda creata nel 19esimo secolo da Pietro Ferrero. &Egra…
Da noi contattato, inoltre, Philippe Aeschlann, portavoce del colosso svizzero ci ha detto che "non è nostra abitudine commentare i rimori di mercato". La "questione Nutella", insomma, è stata affrontata solo di sfuggita. Dopo aver fatto man bassa di alcuni noti marchi italiani, come Motta, Buitoni, San Pellegrino, Panna e Levissima, Nestlè, almeno ufficialmente, non parrebbe interessata a impossessarsi pure dell'azienda creata nel 19esimo secolo da Pietro Ferrero. &Egra…
LUGANO - Nessuna ammissione, da parte di Nestlè, ad un eventuale interesse ad inglobare il gruppo Ferrero, come riporta oggi Repubblica in edicola. "Abbiamo già detto che non abbiamo in vista grosse acquisizioni e, per il momento, le cose rimangono così", è stato precisato stamane, a Vevey, nella sede della multinazionale elvetica, che ha presentato i risultati dei primi 9 mesi dell'anno, contraddistinti da un'aumento delle vendite del 4,4%.
Da noi contattato, inoltre, Philippe Aeschlann, portavoce del colosso svizzero ci ha detto che "non è nostra abitudine commentare i rimori di mercato". La "questione Nutella", insomma, è stata affrontata solo di sfuggita. Dopo aver fatto man bassa di alcuni noti marchi italiani, come Motta, Buitoni, San Pellegrino, Panna e Levissima, Nestlè, almeno ufficialmente, non parrebbe interessata a impossessarsi pure dell'azienda creata nel 19esimo secolo da Pietro Ferrero. È indubbio, comunque, che i prodotti dell'azienda di Alba, venduti in tutto il mondo, possano far gola alla più importante multinazionale del pianeta. "Sicuramente dell'interesse c'è, tuttavia, per il momento, Nestlè sembra orientata ad accaparrarsi quelle società il cui valore non supera il mezzo miliardo di euro, mentre Ferrero è decisamente più grande", ha commentato la notizia di una offerta per il gruppo italiano il giornale economico tedesco Handelsblatt.
Prudente anche la stampa elvetica che, comunque, dà ampio rilievo a quanto pubblicato da Repubblica. Certo è che, guardando ai risultati resi noti oggi, gli affari stanno andando decisamente a gonfie vele per il gigante svizzero. L'aumento delle vendite si registra, in effetti, in tutto il pianeta, anche nell'Europa piegata dalla crisi, dove segna un più 0,9 per cento. Meglio va, nelle Americhe, con un più 5,1 per cento, ancora meglio in Asia, Africa e Oceania, dove la crescita sfiora il 7 per cento. Significativo, inoltre, il fatto che finora Nestlè ha già incassato 68,4 miliardi di franchi, quasi 55 miliardi di euro. Se vogliamo praticamente 10 volte di più di Ferrero. "Entro fine anno faremo ancora meglio, l'obbiettivo è di aumentare le vendite del 5%", ha dichiarato l'amministratore delegato della multinazionale di Vevey.
Le repliche. Dopo l'articolo di Repubblica, Banca Imi ha sottolineato in una nota di non essere a conoscenza di alcuna operazione che coinvolga Ferrero e Nestlé. La banca d'investimento del gruppo Intesa Sanpaolo aggiunge che "non ha in essere alcun contatto formale o informale con alcuna delle parti citate nell'articolo, relativamente alle ipotesi riportate". Ferrero ha invece detto di non essere "in vendita nel modo più tassativo e assoluto".
Da noi contattato, inoltre, Philippe Aeschlann, portavoce del colosso svizzero ci ha detto che "non è nostra abitudine commentare i rimori di mercato". La "questione Nutella", insomma, è stata affrontata solo di sfuggita. Dopo aver fatto man bassa di alcuni noti marchi italiani, come Motta, Buitoni, San Pellegrino, Panna e Levissima, Nestlè, almeno ufficialmente, non parrebbe interessata a impossessarsi pure dell'azienda creata nel 19esimo secolo da Pietro Ferrero. È indubbio, comunque, che i prodotti dell'azienda di Alba, venduti in tutto il mondo, possano far gola alla più importante multinazionale del pianeta. "Sicuramente dell'interesse c'è, tuttavia, per il momento, Nestlè sembra orientata ad accaparrarsi quelle società il cui valore non supera il mezzo miliardo di euro, mentre Ferrero è decisamente più grande", ha commentato la notizia di una offerta per il gruppo italiano il giornale economico tedesco Handelsblatt.
Prudente anche la stampa elvetica che, comunque, dà ampio rilievo a quanto pubblicato da Repubblica. Certo è che, guardando ai risultati resi noti oggi, gli affari stanno andando decisamente a gonfie vele per il gigante svizzero. L'aumento delle vendite si registra, in effetti, in tutto il pianeta, anche nell'Europa piegata dalla crisi, dove segna un più 0,9 per cento. Meglio va, nelle Americhe, con un più 5,1 per cento, ancora meglio in Asia, Africa e Oceania, dove la crescita sfiora il 7 per cento. Significativo, inoltre, il fatto che finora Nestlè ha già incassato 68,4 miliardi di franchi, quasi 55 miliardi di euro. Se vogliamo praticamente 10 volte di più di Ferrero. "Entro fine anno faremo ancora meglio, l'obbiettivo è di aumentare le vendite del 5%", ha dichiarato l'amministratore delegato della multinazionale di Vevey.
Le repliche. Dopo l'articolo di Repubblica, Banca Imi ha sottolineato in una nota di non essere a conoscenza di alcuna operazione che coinvolga Ferrero e Nestlé. La banca d'investimento del gruppo Intesa Sanpaolo aggiunge che "non ha in essere alcun contatto formale o informale con alcuna delle parti citate nell'articolo, relativamente alle ipotesi riportate". Ferrero ha invece detto di non essere "in vendita nel modo più tassativo e assoluto".