Economia

Pizzerie, abbigliamento e catene di elettronica.
Si estende la lotta all'elusione della Corona

Le scappatoie fiscali, per le quali sono finiti nel mirino i colossi del web, coinvolgono ora i brand più noti nelle città inglesi, come i ristoranti Nando's, Pizza Express, Cafè Rouge, Strada e Pret A Manger, ma anche negozi di elettronica (Maplin), di abbigliamento (Bhs), di mangime e accessori per animali domestici (Pets at Home)

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LONDRA - La prossima volta che andate a mangiare una pizza, un pollo arrosto o un croissant con cappuccino in Inghilterra, chiedetevi quanta parte del conto che pagate finisce nelle casse dello Stato sotto forma di imposte. Le catene di negozi che dominano il centro di tutte le città inglesi, infatti, evitano di pagare milioni di sterline di tasse sfruttando una controversa scappatoia legale. Lo ha scoperto il quotidiano Independent di Londra, che da mesi conduce una campagna contro la cosiddetta "evasione legalizzata" nei confronti del fisco britannico. Fino ad ora erano venuti alla luce i sistemi con cui alcuni giganti della rivoluzione digitale, come Apple, Facebook, Google e Amazon, ma anche dell'alimentazione, come la catena di caffetterie all'italiana Starbucks, riescano a pagare aliquote inferiori all'1 per cento, e in alcun casi addirittura a pagare zero tasse, a dispetto di profitti di centinaia di milioni di sterline e fatturati di miliardi di sterline.

Il trucco, in quei casi, era tenere la sede legale della società all'estero, per esempio in Irlanda o in alcuni paradisi fiscali, e poi far circolare i profitti sotto forma di prestiti tra le aziende basate in Gran Bretagna e quelle oltre confine. Tutto perfettamente legale, ma la scoperta di una simile scappatoia ha spinto il governo a riesaminare le leggi in questione e alcune delle aziende coinvolte a versare volontariamente una percentuale più alta dei propri guadagni in tasse, anche per la minaccia di proteste e boicottaggi da parte dell'opinione pubblica.

Ora lo scandalo sembra allargarsi a numerose catene di ristorazione e di altri settori che operano nel Regno Unito. Si tratta di alcuni dei brand più noti nelle città inglesi, come i ristoranti Nando's, Pizza Express, Cafè Rouge, Strada e Pret A Manger, ma anche negozi di elettronica (Maplin), di abbigliamento (Bhs), di mangime e accessori per animali domestici (Pets at Home). Il sistema di evasione legalizzata somiglia a quello usato dai colossi del web. Le aziende in questione riducono l'entità dei loro profitti imponibili, prendendo denaro a prestito dalla propria casa madre con base nelle Channel Islands, le isolette nel canale della Manica che beneficiano di un particolare regime fiscale. Si tratta della "Eurobond exemption", scrive l'Independent, una forma di esenzione di cui il governo conosce gli aspetti deteriori ma che finora ha deciso di non chiudere. Il primo ministro David Cameron sarà chiamato a risponderne proprio oggi in parlamento.

Con questa tecnica, ad esempio, il Gondola Group, proprietario delle catene di ristoranti Pizza Express e Zizzi, ha risparmiato 77 milioni di sterline nel 2012, Pets at Home ha risparmiato 23 milioni di sterline, Pret a Manger 7,8 milioni, Nando's 8 milioni, Caffè Rouge (proprietario anche dei ristoranti Bella Italia e Strada) 13 milioni, e così via. "Non è una nicchia utilizzata da un pugno di società", dice all'Independent Murray Worthy, direttore di War on Want, un'associazione che si batte per una maggiore giustizia fiscale, "è un fenomeno di massa e l'unica ragione per cui avviene è l'influenza che il grosso business ha sui regolamenti fiscali del governo".