Economia

Utile Mediobanca sale a 171 milioni.
Patto sindacato verso scioglimento

Piazzetta Cuccia chiude il primo trimestre dell'anno con profitti in crescita del 57% e oltre le attese degli analisti. In calo i ricavi. Il Core tier 1 è all'11,5%. In calo i ricavi. Ceduto anche lo 0,49% di Rcs fuori dal patto

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MILANO - Mediobanca pensa allo scioglimento del Patto di sindacato proprio mentre chiude il primo trimestre dell'esercizio 2013-2014 con utili per 171 milioni di euro in crescita del 57% e oltre le attese degli analisti a 150 milioni. L'istituto di Piazzetta Cuccia ha potuto beneficiare della riduzione di alcune partecipazioni che hanno avuto un impatto complessivo di 80 milioni. I ricavi sono calati dell'8,2% a 416,3 milioni.

Intanto, i grandi azionisti di Mediobanca stanno valutando l'ipotesi di dire addio all'accordo di blocco, che oggi vincola le azioni nel patto di sindacato, e di passare a un accordo di consultazione, più leggero, "con una riduzione del vincolo sulla disponibilità delle azioni depositate". Secondo fonti finanziarie,  l'accordo che vincolerà da gennaio il 30,05% del capitale contro l'attuale 38% potrebbe essere modificato. Tra le altre cose, si sta valutando l'abolizione delle tre categorie di azionisti (oggi nel gruppo 'A' ci sono le banche, nel 'B' gli industriali e nel 'C' i soci esteri). Al momento, però, non sono fissate riunioni del patto di sindacato prima di fine anno e il primo incontro in agenda è per febbraio.

Di certo le valutazioni del caso sono ancora a uno stadio preliminare perché dalla presidenza del patto di Mediobanca fanno sapere che "non ci sono novità di cambiamento rispetto a quanto comunicato in data 30 settembre su rinnovo, tipologia e composizione dell'accordo".

Tornando ai conti, la partecipazione in Telco, la holding che controlla Telecom Italia, è scesa dall'11,6 al 7,3% con utili per 59 milioni. La contestuale cessione a Telefonica di una quota del prestito soci, in carico per 35 milioni, è stata concambiata con azioni Telefonica per un controvalore di 94,9 milioni. Sono poi state cedute altre partecipazioni per 139 milioni che hanno consentito utili per 21 milioni; si tratta dello 0,49% di Rcs fuori dal patto e dell'1,3% di Gemina. I ricavi vanno a 416,3 milioni (-8,2%).

Alla fine del primo trimestre, Mediobanca ha un Core tier 1 dell'11,5%: il dato non è direttamente confrontabile con quello a fine giugno pari all'11,7% perchè, come previsto dalle disposizioni di Bankitalia, non viene tenuto conto dell'utile del primo trimestre che, invece, viene contabilizzato solo con la diffusione dei dati semestrali e annuali.

Numeri che secondo l'ad Alberto Nagel permetteranno a Mediobanca di presentersi ai test della Bce con un patrimonio più che adeguato: "A questo appuntamento ci presentiamo con numeri degni di attenzione", ha detto il manager durante dall'assemblea ricordando il Core Tier 1 al 12%, che è un livello "più che adeguato anche in funzione di come vengono trattate alcune poste nello stato patrimoniale". Il manager, in merito alle vicende che legano Piazzetta Cuccia e i Ligresti, ha anche spiegato che "con Ligresti non abbiamo cause. In funzione del processo annunciato a Torino valuteremo se costituirci parte civile".