MILANO - Il consiglio di amministrazione di Telecom Italia ha approvato la vendita di Telecom Argentina e delle reti di trasmissione in Italia e Brasile. Lo ha detto l'amministratore delegato della compagnia, Marco Patuano, nel corso della conference call con gli analisti per presentare il nuovo piano industriale 2014-2016. Il cda, ha aggiunto l'Ad, ha confermato il processo di separazione della rete, precisando che procederà attraverso una "separazione funzionale" della stessa.
Patuano ha spiegato che il Cda ha deciso di bloccare l'operazione di scorporo della rete di accesso e di andare avanti con l'equivalence of input: "In merito alla separazione della rete d'accesso, il processo volontario viene confermato, continueremo a concentrarci sull'equivalence of input" - ha detto il numero uno di Telecom Italia - per "ridurre le limitazioni normative e i problemi con i concorrenti".
Nel discorso agli analisti, Patuano ha spiegato che dal nuovo piano industriale approvato dal Cda ci si attende di ottenere 4 miliardi di euro e che Telecom Italia conta di portare la propria rete in fibra ottica al 50% della popolazione italiana entro il 2016. Tra queste, ci sono appunto "la cessione di Telecom Argentina, l'emissione di un bond convertibile per oltre un miliardo, la cessione delle torri in Italia e Brasile e la produzione di cash. Il piano, ha aggiunto l'Ad, prevede di "accelerare e sfruttare a pieno il broadband sia in Italia sia in Brasile". Circa Telecom Argentina, Patuano ha detto che il gruppo "ha ricevuto un'offerta" e il cda "ha dato mandato al management" per perfezionare l'operazione "nel miglior interesse" della società.
Passando alla trimestrale, i conti sono ancora in calo: Telecom Italia si ricapitalizza per 1,3 miliardi lanciando un bond convertibile in azioni risparmio del gruppo. I ricavi dei primi nove mesi del 2013 sono scesi del 7,6% a 20,3 miliardi, soprattutto a causa delle attività domestiche (-1,344 milioni di fatturato) e in parte minore in Brasile (-315 milioni) per colpa del cambio con il real. Peggio è andata al margine lordo, sceso del 10,5% a 7,9 miliardi perché la redditività domestica è superiore del 40% rispetto a quella generata da Telecom con le attività estere. Il risultato netto del periodo attribuibile ai soci della controllante è negativo per 902 milioni, ma sconta la svalutazione dell'avviamento fatte a giugno.
Anche se il terzo trimestre ha registrato un calo più contenuto rispetto a quello della prima metà dell'anno, per Telecom sarà difficile recuperare tra ottobre e dicembre e riuscire a rispettare i target annunciati a inizio agosto. Infine a settembre la posizione finanziaria netta migliora a a 28,2 miliardi, ma a questo punto chiudere l’anno con un indebitamento inferiore a 27 miliardi sarà molto difficle a meno di non aver completato qualche dismissione straordinaria come quella delle Torri di trasmissione. E in quest’ottica, Telecom Italia lancerà sul mercato un bond convertendo in capitale da 1,3 miliardi. Va inoltre precisato che la società detiene comunque oltre 13 miliardi di liquidità, con cui è in grado di fare fronte alle scadenze dei prossimi 24 mesi.
Legata a questa situazione è la decisione, annunciata dal direttore finanziario Piergiorgio Peluso, che Telecom non distribuirà il dividendo alle azioni ordinarie per il 2014, stimando di recuperare 300 milioni di euro. Invece, dalle note che accompagnano il piano strategico 2014-2016 si apprende che il gruppo prevede di investire in Italia 9 miliardi di euro in tre anni, di cui 3,4 miliardi in tecnologie di ultima generazione. In Brasile i 'capex' sull'arco di piano saranno superiori a 11 miliardi di reais.
Patuano ha spiegato che il Cda ha deciso di bloccare l'operazione di scorporo della rete di accesso e di andare avanti con l'equivalence of input: "In merito alla separazione della rete d'accesso, il processo volontario viene confermato, continueremo a concentrarci sull'equivalence of input" - ha detto il numero uno di Telecom Italia - per "ridurre le limitazioni normative e i problemi con i concorrenti".
Nel discorso agli analisti, Patuano ha spiegato che dal nuovo piano industriale approvato dal Cda ci si attende di ottenere 4 miliardi di euro e che Telecom Italia conta di portare la propria rete in fibra ottica al 50% della popolazione italiana entro il 2016. Tra queste, ci sono appunto "la cessione di Telecom Argentina, l'emissione di un bond convertibile per oltre un miliardo, la cessione delle torri in Italia e Brasile e la produzione di cash. Il piano, ha aggiunto l'Ad, prevede di "accelerare e sfruttare a pieno il broadband sia in Italia sia in Brasile". Circa Telecom Argentina, Patuano ha detto che il gruppo "ha ricevuto un'offerta" e il cda "ha dato mandato al management" per perfezionare l'operazione "nel miglior interesse" della società.
Passando alla trimestrale, i conti sono ancora in calo: Telecom Italia si ricapitalizza per 1,3 miliardi lanciando un bond convertibile in azioni risparmio del gruppo. I ricavi dei primi nove mesi del 2013 sono scesi del 7,6% a 20,3 miliardi, soprattutto a causa delle attività domestiche (-1,344 milioni di fatturato) e in parte minore in Brasile (-315 milioni) per colpa del cambio con il real. Peggio è andata al margine lordo, sceso del 10,5% a 7,9 miliardi perché la redditività domestica è superiore del 40% rispetto a quella generata da Telecom con le attività estere. Il risultato netto del periodo attribuibile ai soci della controllante è negativo per 902 milioni, ma sconta la svalutazione dell'avviamento fatte a giugno.
Anche se il terzo trimestre ha registrato un calo più contenuto rispetto a quello della prima metà dell'anno, per Telecom sarà difficile recuperare tra ottobre e dicembre e riuscire a rispettare i target annunciati a inizio agosto. Infine a settembre la posizione finanziaria netta migliora a a 28,2 miliardi, ma a questo punto chiudere l’anno con un indebitamento inferiore a 27 miliardi sarà molto difficle a meno di non aver completato qualche dismissione straordinaria come quella delle Torri di trasmissione. E in quest’ottica, Telecom Italia lancerà sul mercato un bond convertendo in capitale da 1,3 miliardi. Va inoltre precisato che la società detiene comunque oltre 13 miliardi di liquidità, con cui è in grado di fare fronte alle scadenze dei prossimi 24 mesi.
Legata a questa situazione è la decisione, annunciata dal direttore finanziario Piergiorgio Peluso, che Telecom non distribuirà il dividendo alle azioni ordinarie per il 2014, stimando di recuperare 300 milioni di euro. Invece, dalle note che accompagnano il piano strategico 2014-2016 si apprende che il gruppo prevede di investire in Italia 9 miliardi di euro in tre anni, di cui 3,4 miliardi in tecnologie di ultima generazione. In Brasile i 'capex' sull'arco di piano saranno superiori a 11 miliardi di reais.