Economia

Generali, la Solvency sale al 152%.
Utili oltre le attese a 1,6 miliardi

Nei nove mesi il gruppo assicurativo ha visto crescere i profitti del 40,4%. Greco conferma le intenzioni di vendita Bsi, ma "la situazione del mercato non è facile"

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MILANO - Il gruppo Generali ha segnato nei primi nove mesi del 2013 un utile netto di 1,6 miliardi di euro, in progresso del 40,4%, superiore alle attese degli analisti. Il risultato operativo è in crescita del 6,2% a 3,4 miliardi, trainato dal segmento Danni (+20,3% a 1,3 miliardi) che ha beneficiato di un miglioramento del combined ratio a 95,1% (-1,6 punti). In calo del 2% invece l'utile operativo del Vita a 2,1 miliardi. I premi totali ammontano a 49 miliardi, suddivisi tra 32,8 miliardi (+0,9%) nel Vita e 16,2 miliardi (+0,1%) nei Danni. Progressi sono stati fatti sul fronte della solidità, con l'indice di solvency 1 che al 30 settembre era pari a 143%, in progresso dal 139% di giugno, e alla fine di ottobre era salito al 152%, tenuto conto anche dell'impatto positivo di 5 punti derivante dalle cessioni negli Usa e in Messico.

Proprio sul fronte delle vendite, il group ceo Mario Greco ha fatto il punto della situazione sulla controllata Bsi: "Confermiamo quello che abbiamo detto", ha spiegato anche riferendosi a possibili vie alternative alla cessione, che sono state oggetto di recenti indiscrezioni. Greco ha aggiunto che "è un asset con un buon valore in una situazione di mercato non facile. Vogliamo vendere a un valore adeguato. Quindi proseguono i contatti e le trattative finchè avremo un valore giusto per questo asset". Quanto alla chiusura dell'esercizio, parlando alle agenzie il manager ha detto che "è troppo presto per parlare di dividendo ai primi di novembre. Siamo ottimisti sulla chiusura dell'anno. Finora abbiamo avuto tre trimestre superiori ai precedenti. Ci auguriamo e pensiamo che sia possibile continuare così e questo ci induce all'ottimismo per fine anno".

Guardando invece alle notizie di ieri sulla richiesta dell'Ivass di rivalutare le operazioni avallate da Giovanni Perissinotto e Raffaele Agrusti in tema di fondi alternativi e private equity, ai fini di una possibile azione di responsabilità, Greco ha detto che appartengono al passato e non avranno "nessun impatto contabile", perchè sono già state prese "tutte le misure necessarie". Il ceo ha spiegato: "Stiamo parlando di transazioni del 2007 e del 2008, che sono state valutate accuratamente e completamente nel bilancio 2012. Di questo abbiamo già dato evidenza scritta nel bilancio 2012 e ulteriore evidenza nella semestrale 2013", sottolineando poi che "stiamo parlando di fatti totalmente conclusi, che non avranno ulteriori impatti contabili o altro impatto perchè le persone coinvolte non sono più nella società. Esistono però aspetti regolamentari e normativi di cui si interessano Ivass e Consob".

Greco ha fatto anche una battuta sul destino di Telecom, dicendo che sul piano industriale "non abbiamo preferenze o opinioni. Ci aspettiamo che il management presenti dei piani e ci aspettiamo di valutare e discutere questi piani. Ci aspettiamo che l'ad, Patuano, presenti le sue proposte. Non abbiamo una nostra visione. Il management è lì per questo, vedremo cosa proporrà", ha poi aggiunto.