MILANO - Il gruppo Rcs ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con una perdita netta di 175,3 milioni di euro, in miglioramento rispetto al rosso di 380,5 milioni al 30 settembre 2012. I ricavi consolidati sono pari a 965,4 milioni, in flessione del 13,8%, mentre i ricavi pubblicitari ammontano a 337,9 milioni (-21,1%). Le vendite da attività digitali sono invece in crescita del 4,2% rispetto allo stesso periodo 2012, raggiungendo i 103,3 milioni, pari al 10,7% del fatturato di gruppo. I debiti sono in calo a 547,4 milioni (845,8 mln al 31 dicembre 2012).
A fine settembre l'ebitda pre oneri e proventi non ricorrenti è negativo per 21,3 milioni rispetto ai +12,6 milioni dello stesso periodo 2012, in particolare per i minori ricavi pubblicitari. Nei nove mesi gli oneri non ricorrenti - riconducibili per circa 76 milioni ai piani di ristrutturazione del personale - sono complessivamente pari a 100,3 milioni (43 milioni nel pari periodo 2012), comprendendo anche oneri correlabili alla situazione patrimoniale di Rcs Sport. L'ebitda post oneri e proventi non ricorrenti passa quindi dai -30,4 milioni al 30 settembre 2012 a -121,6 milioni. A fine settembre il risultato operativo è negativo per 178,3 milioni (comprendente svalutazioni di asset per 3,9 milioni) e si confronta con un risultato negativo per 400,8 milioni al 30 settembre 2012 (dopo le svalutazioni di asset per 307,3 milioni).
Per l'intero esercizio Rcs prevede ricavi in riduzione rispetto al 2012 di circa il 12% e conferma una reddittività (Ebitda) ante oneri non ricorrenti positivo e inferiore al 3% dei ricavi, in relazione all'effetto delle azioni di contenimento dei costi. Allo stato il gruppo editoriale conferma inoltre - anche per effetto degli oneri correlati al processo di ristrutturazione in corso - un risultato netto significativamente negativo, ma non sostanzialmente difforme da quanto previsto nell'ambito del piano per il 2013.
Sempre oggi, in concomitanza con la riunione del cda di Rcs, si è tenuto via Solferino e in via San Marco - sede del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport - un presidio dei giornalisti delle due testate edite dal gruppo che, insieme ai poligrafici rappresentati dalla rsu, protestano contro la vendita della storica sede milanese del gruppo editoriale.
A fine settembre l'ebitda pre oneri e proventi non ricorrenti è negativo per 21,3 milioni rispetto ai +12,6 milioni dello stesso periodo 2012, in particolare per i minori ricavi pubblicitari. Nei nove mesi gli oneri non ricorrenti - riconducibili per circa 76 milioni ai piani di ristrutturazione del personale - sono complessivamente pari a 100,3 milioni (43 milioni nel pari periodo 2012), comprendendo anche oneri correlabili alla situazione patrimoniale di Rcs Sport. L'ebitda post oneri e proventi non ricorrenti passa quindi dai -30,4 milioni al 30 settembre 2012 a -121,6 milioni. A fine settembre il risultato operativo è negativo per 178,3 milioni (comprendente svalutazioni di asset per 3,9 milioni) e si confronta con un risultato negativo per 400,8 milioni al 30 settembre 2012 (dopo le svalutazioni di asset per 307,3 milioni).
Per l'intero esercizio Rcs prevede ricavi in riduzione rispetto al 2012 di circa il 12% e conferma una reddittività (Ebitda) ante oneri non ricorrenti positivo e inferiore al 3% dei ricavi, in relazione all'effetto delle azioni di contenimento dei costi. Allo stato il gruppo editoriale conferma inoltre - anche per effetto degli oneri correlati al processo di ristrutturazione in corso - un risultato netto significativamente negativo, ma non sostanzialmente difforme da quanto previsto nell'ambito del piano per il 2013.
Sempre oggi, in concomitanza con la riunione del cda di Rcs, si è tenuto via Solferino e in via San Marco - sede del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport - un presidio dei giornalisti delle due testate edite dal gruppo che, insieme ai poligrafici rappresentati dalla rsu, protestano contro la vendita della storica sede milanese del gruppo editoriale.