Economia

Monte dei Paschi rimbalza a Piazza Affari.
Dalla Fondazione "rischi" per l'aumento

Il titolo della banca senese sfiora il +5% alla chiusura di Borsa, ma è anche reduce da un capitombolo in doppia cifra legato all'aumento di capitale da 3 miliardi previsto a grande sconto. Nel fine settimana l'Ente primo socio ha chiesto di posticipare l'operazione

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MILANO - Dopo un dicembre tutto in rosso per le incertezze legate all'aumento di capitale, Mps rialza la testa e apre la settimana con un netto rialzo a Piazza Affari (il titolo): chiude la giornata con una progressione vicina al +5% contro la cautela del resto del listino. Da fine novembre, il titolo della banca senese aveva lasciato sul terreno oltre il 14% sulle preoccupazioni sia di una ricapitalizzazione da 3 miliardi ampiamente a sconto sulle quotazioni di mercato (nell'ordine del 40%), sia su una possibile vendita della partecipazione (pari al 33%) della Fondazione Mps.

Durante il fine settimana è emerso che l'Ente di Palazzo Sansedoni ha chiesto uno slittamento dell'operazione paventando un'evoluzione "imprevedibile" degli assetti proprietari. La Fondazione ha anche spiegato che ci sarebbero ripercussioni anche per "l'interesse del Paese" visto che con 26 miliardi di Btp la banca ha un "importantissimo ruolo" nel collocamento del debito pubblico. Nella relazione predisposta in vista dell'assemblea di fine dicembre, dove si chiede dunque di rinviare l'esecuzione dell'aumento di capitale, dichiara quindi che nell'assemblea del 27-30 dicembre prossimi voterà a favore dell'aumento di capitale solo se effettuato dopo il 12 maggio 2014 (e non entro marzo come nelle intenzioni del management). Una mossa che è anche legata al tentativo di guadagnare tempo per trovare un compratore della propria quota.

La corsa odierna in Borsa, secondo le sale operative, è però dettata da un rimbalzo tecnico dopo aver toccato i minimi dell'anno. Lo sostengono alcuni analisti, a partire da Filippo Diodovich di Ig, il quale ricorda che "il titolo è molto speculativo, varia alla minima notizia, ma se ci fossero buone notizie salirebbe molto di più". Critico Giovanni Razzoli di Equita sulla decisione della Fondazione di posticipare l'aumento da marzo a dopo il 12 maggio, che "che rende più rischiosa l'operazione".