Mps, Profumo e Viola restano ai vertici.
Il titolo fa meglio del listino di Piazza Affari
Dal consiglio di amministrazione filtra la scelta dei due manager di rimanere ancora in sella al Monte. Il ministro Saccomanni tranquillo nell'incontro con i sindacati del gruppo. Il titolo strappa una crescita di quasi 2,5 punti percentuali
MILANO - Occhi gli occhi del mercato si puntano su Siena, dove si è riunito il consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi a due settimane dall'assemblea degli azionisti che ha bloccato per volontà della Fondazione (primo socio con il 33,5% del capitale dell'istituto senese) l'aumento di capitale da 3 miliardi, che il presidente Alessandro Profumo e l'amministratore delegato Fabrizio Viola avevano proposto come primo passo per salvare la banca. Come da indiscrezioni della vigilia, il presidente e l'ad resteranno al loro posto ai vertici dell'istituto senese. L'ad Viola ha presentato oggi le proprie dimissioni al cda della banca dopo l'esito dell'assemblea sulla ricapitalizzazione, ma le ha ritirate dopo che il consiglio gli ha confermato all'unanimità la fiducia. Su richiesta Consob, il cda avvierà approfondimenti "di natura tecnico legale riguardo agli eventuali effetti dannosi conseguenti allo slittamento" dell'aumento di capitale. L…
MILANO - Occhi gli occhi del mercato si puntano su Siena, dove si è riunito il consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi a due settimane dall'assemblea degli azionisti che ha bloccato per volontà della Fondazione (primo socio con il 33,5% del capitale dell'istituto senese) l'aumento di capitale da 3 miliardi, che il presidente Alessandro Profumo e l'amministratore delegato Fabrizio Viola avevano proposto come primo passo per salvare la banca. Come da indiscrezioni della vigilia, il presidente e l'ad resteranno al loro posto ai vertici dell'istituto senese. L'ad Viola ha presentato oggi le proprie dimissioni al cda della banca dopo l'esito dell'assemblea sulla ricapitalizzazione, ma le ha ritirate dopo che il consiglio gli ha confermato all'unanimità la fiducia. Su richiesta Consob, il cda avvierà approfondimenti "di natura tecnico legale riguardo agli eventuali effetti dannosi conseguenti allo slittamento" dell'aumento di capitale. La Commissione aveva chiesto alla banca se intendesse impugnare la delibera dell'assemblea o intraprendere azione risarcitorie contro la Fondazione.
Si ribalta quindi in via definitiva il ribaltone ai vertici che sembrava quasi inevitabile dopo il no di palazzo Sansedoni. La notizia, già scontata dal mercato durante gli scambi viste le anticipazioni, ha permesso al titolo Mps di trattare meglio del listino principale fino a chiudere in rialzo di quasi due punti percentuali e mezzo. Il salvataggio della banca, evidentemente interessa molti soggetti, che in queste settimane hanno confermato un possibile "aiuto" alla banca toscana, per realizzare l'aumento di capitale entro metà anno come chiesto dalla Fondazione, che nel frattempo diluirà la sua quota. Profumo avrà a quel punto campo libero, con il Tesoro quale più fedele alleato, anche in virtù dei 4 miliardi di Monti-bond in pancia a Rocca Salimbeni.
Proprio dal Tesoro, con la moral suasion di Fabrizio Saccomanni, è partita l'azione decisiva per contenere la delusione di Profumo e Viola; un successo che era emerso anche durante l'incontro con i sindacalisti che rappresentano i 28mila lavoratori del Monte, ieri proprio a colloquio con Saccomanni. Chi era presente all'incontro ha riferito di un ministro tutto sommato tranquillo. Il management di Mps ha intanto proseguito l'opera di dismissioni per puntellare il patrimonio: la controllata Consum.it ha ceduto al fondo britannico Ancap il portafoglio di cessione del quinto e delegazioni di pagamento da 551 milioni di crediti, incassando una frazione della somma; Banca Imi ha gestito l'’operazione di cartolarizzazione dei crediti.
Si ribalta quindi in via definitiva il ribaltone ai vertici che sembrava quasi inevitabile dopo il no di palazzo Sansedoni. La notizia, già scontata dal mercato durante gli scambi viste le anticipazioni, ha permesso al titolo Mps di trattare meglio del listino principale fino a chiudere in rialzo di quasi due punti percentuali e mezzo. Il salvataggio della banca, evidentemente interessa molti soggetti, che in queste settimane hanno confermato un possibile "aiuto" alla banca toscana, per realizzare l'aumento di capitale entro metà anno come chiesto dalla Fondazione, che nel frattempo diluirà la sua quota. Profumo avrà a quel punto campo libero, con il Tesoro quale più fedele alleato, anche in virtù dei 4 miliardi di Monti-bond in pancia a Rocca Salimbeni.
Proprio dal Tesoro, con la moral suasion di Fabrizio Saccomanni, è partita l'azione decisiva per contenere la delusione di Profumo e Viola; un successo che era emerso anche durante l'incontro con i sindacalisti che rappresentano i 28mila lavoratori del Monte, ieri proprio a colloquio con Saccomanni. Chi era presente all'incontro ha riferito di un ministro tutto sommato tranquillo. Il management di Mps ha intanto proseguito l'opera di dismissioni per puntellare il patrimonio: la controllata Consum.it ha ceduto al fondo britannico Ancap il portafoglio di cessione del quinto e delegazioni di pagamento da 551 milioni di crediti, incassando una frazione della somma; Banca Imi ha gestito l'’operazione di cartolarizzazione dei crediti.