Economia

Telecom: "Nessuna offerta per Tim Brasil".
Via a gruppo di lavoro sulla governance

Il cda della compagnia Tlc fa il punto sulla situazione e sulle prospettive del gruppo in Brasile e delibera di "definire una procedura ad hoc per la gestione di ogni operazione straordinaria riguardante le partecipazioni di Telecom nelle società del gruppo Tim Brasil"

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MILANO - Nessuna offerta o trattativa per la vendita di Tim Brasil, ma una procedura specifica per la gestione di "ogni eventuale operazione straordinaria". Questo ha detto il consiglio di amministrazione di Telecom Italia, riunitosi oggi. Al termine del board la compagnia di Tlc ha emesso una nota nella quale si spiega che l'organo amministrativo "ha deciso di definire una procedura ad hoc (in linea con quella per le operazioni con parti correlate), che verrà esaminata il 6 febbraio, per la gestione di ogni eventuale operazione straordinaria riguardante la controllata Tim Brasil. E' quanto si legge nella nota della compagnia diffusa al termine del cda odierno. La società, inoltre, ribadisce l'assenza, in questo momento, di progetti, negoziazioni o offerte al riguardo".

Oltre a questo, il cda "ha affidato a un gruppo di lavoro interno l'effettuazione di un benchmarking della corporate governance della società". Anche in questo caso il risultato del lavoro di analisi verrà discusso il 6 febbraio. E' stato inoltre deciso di non procedere a cooptazione di nuovi consiglieri, considerata "l'ormai imminente conclusione del suo mandato" con l'assemblea di approvazione del bilancio di aprile. E' stato quindi confermando nel suo ruolo di vicepresidente con funzioni vicarie Aldo Minucci.

Il cda di Telecom Italia ha anche esaminato le possibili iniziative da intraprendere sulla controllata Telecom Italia Media (che si trova nelle condizioni ex art. 2446 C.C., con il capitale cioè ridotto di oltre un terzo a causa delle perdite): l'incontro "è stato l'occasione per un aggiornamento sullo stato del progetto d'integrazione tra Telecom Italia Media Broadcasting, interamente controllata da TiMedia e le attività di operatore di rete di Rete A (del gruppo editoriale l'Espresso), già comunicato in ottobre e volto alla valorizzazione dei rispettivi asset anche attraverso la realizzazione di sinergie industriali".

Sul fronte finanziario,  il lancio del bond da un miliardo di euro a 7 anni, la prima emissione dopo il taglio del rating a junk da parte di Moodys e Standard&Poor's, si è chiuso con successo. "L'ammontare e la qualità degli ordini ricevuti hanno consentito di raccogliere fondi con un rendimento inferiore alla guidance iniziale" si legge in una nota. Secondo indiscrezioni sarebbero arrivate richieste per oltre 7 miliardi. L'operazione odierna è stata gestita come joint book runners da Barclays, Credit Agricole, Goldman Sachs e Societe Generale; gli altri bookrunner sono stati Bank of America Merrill Lynch, Hsbc, Ing e Natixis. Il rendimento dell'emissione, pari al 4,594% "risulta largamente inferiore al costo medio del debito che a settembre 2013 - precisa una nota - si attestava a 5,4%".