Economia

Multa Consob da 400mila euro a Proto per ostacolo alla vigilanza sui mercati

Il finanziere-immobiliarista, incarcerato un anno fa e che a ottobre aveva patteggiato tre anni e dieci mesi, ha mostrato "intenti dilatori e ostruzionistici qualificabili come dolosi" nei comunicati stampa su Rcs, Fonsai, Mps e altri.

1 minuti di lettura
MILANO - Quanto costa dire bugie al mercato? Anche 400mila euro secondo la Consob, che ha usato la mano pesante con Alessandro Proto per le dubbie verità diffuse nel 2011 e 2012 su primarie società quotate. Come si legge nel bollettino settimanale della Commissione, il finanziere-immobiliarista ha "mancato di ottemperare alle richieste della Consob, e ritardato l'esercizio delle sue funzioni di vigilanza". Il riferimento è alle comunicazioni al mercato diffuse da Proto e società a lui riconducibili fra gennaio 2011 e ottobre 2012, e relative all'acquisizione in varie società quotate (Rcs, Tod's, Mediaset, Fiat, Assicurazioni Generali, Mediobanca, Unicredit, Fondiaria-Sai, Editoriale L'Espresso e Monte dei Paschi di Siena), oltre che alla stipula di un patto parasociale sul 2,8% di Rcs e a proposte di acquisto di pacchetti Rcs e Fonsai detenuti rispettivamente da Sator-Palladio e da fondazione Mps.

La sanzione prevista in questi casi è compresa fra 50mila e un milione di euro. La severità dell'authority si deve al riscontro di un comportamento "connotato da intento manifestamente dilatorio e ostruzionistico", quindi "qualificabile come doloso".
La Consob aveva iniziato a chiedere informazioni a Proto nell'aprile 2012, ricevendo in risposta che "egli nè direttamente, nè la Proto Organization, la Alessandro Proto Consulting e la Pa avevano mai acquistato o detenevano titoli delle società evidenziate nella richiesta e che le operazioni di acquisto e di vendita sui titoli erano state effettuate direttamente e singolarmente dai propri clienti per i quali le società svolgevano, esclusivamente, attività di consulenza". Il meccanismo, purtroppo noto, prevedeva che Proto si accreditasse con dichiarazioni o note stampa su tutti i dossier più "caldi" e trattati dai media di Piazza Affari; salvo poi far finire nel nulla le sue iniziative.

"Il mancato riscontro da parte del sig. Proto alle richieste formulate dalla consob ha determinato un considerevole aggravio dell'attività di vigilanza, nonchè un notevole ritardo nello svolgimento di efficaci e tempestivi accertamenti, anche su possibili profili di abuso di mercato, connessi alle dichiarazioni rilasciate dal sig. Proto e ai comunicati stampa diffusi dalle società al medesimo riferibili". Il finanziere-immobiliarista era stato incarcerato per aggiotaggio, manipolazione e ostacolo alla vigilanza lo scorso febbraio, e a ottobre aveva patteggiato una pena di tre anni e dieci mesi più 20mila euro di multa.

La sanzione però non scalfisce il finanziere: "Rispetto a quello che mi si imputa mi aspettavo molto di più. E' interessante vedere come in Italia si venga a sapere prima dai giornali e dalle agenzie di stampa informazioni così importanti e delicate. Non avevo idea della pena pecuniaria inflittami dalla Consob, ne sono venuto a conoscenza dalla stampa".