LONDRA - E' la cifra dell'onestà, o meglio della disonestà, nella capitale della finanza europea: quasi 6.000 banchieri o broker sono stati licenziati o sospesi dal lavoro dal 2008 ad oggi nella City per comportamento disonesto o irresponsabile. Lo rivela il Times di Londra, utilizzando informazioni fornite dalla Financial Conduct Authority (Fca) in base al Freedom of Information Act. Per la precisione sono stati 5873 i manager e membri dello staff di banche e società di investimenti nella citta della finanziaria londinese allontanati o costretti a dimettersi negli ultimi sei anni: una media di 3 al giorno.
Considerato che attualmente 150 mila persone lavorano nell'industria finanziaria della City, significa che lo scorso anno uno ogni 160 è stato licenziato perché giudicato un imbroglione o comunque un dipendente scorretto, se non proprio un "bankster", l'acronimo coniato dall'Economist in una famosa copertina per indicare una via di mezzo tra "gangster" e "banker", tra delinquente e banchiere. Paradossalmente, la percentuale è stata peggiore nel 2013 che nel 2008, all'apice della crisi finanziaria, quando solo un banchiere ogni 210 fu espulso dalla City per disonestà e atti illeciti.
"Visto lo sdegno nei confronti della comunità bancaria negli ultimi anni, ci sarebbe stato da aspettarsi che i banchieri fossero diventati più scrupolosi, ma a quanto pare il messaggio non arriva a destinazione, dov'è il loro senso morale?", si domanda Brooks Newmark, deputato conservatore, membro della commissione finanze della camera dei Comuni. "E' un numero enorme di banchieri disonesti", taglia corto Danielle Paffard, co-fondatrice della campagna "Move Your Money" (sottinteso: fuori dalle banche corrotte). Ma c'è chi dice che la ragione per cui molti banchieri vengono ancora licenziati per condotta scorretta è che le banche sono diventate più severe e più attente al problema, per cui la minima infrazione, il minimo segno di irresponsabilità, vengono subito puniti, per "scacciare via le mele marce", osserva Kirsty Ayre, partner dello studio legale Pinsent Masons.
Quando una banca licenzia un dipendente per azioni illecite, irresponsabili o sospette ha l'obbligo di comunicarne la ragione alla Fca, che in pratica segnala l'individuo in questione come "inadatto" a ricoprire incarichi nell'industria finanziaria. Nel 2008 l'agenzia governativa ha ricevuto 803 comunicati di licenziamenti di questo genere. Nel 2012 sono stati 1373, il massimo. L'anno scorso sono stati 939. La media annuale dal 2008 a oggi è stata di 979. Ce n'erano un bel po', nella City di Londra, di "lupi" come lo spregiudicato "wolf of Wall Street" del film di Scorsese.
Considerato che attualmente 150 mila persone lavorano nell'industria finanziaria della City, significa che lo scorso anno uno ogni 160 è stato licenziato perché giudicato un imbroglione o comunque un dipendente scorretto, se non proprio un "bankster", l'acronimo coniato dall'Economist in una famosa copertina per indicare una via di mezzo tra "gangster" e "banker", tra delinquente e banchiere. Paradossalmente, la percentuale è stata peggiore nel 2013 che nel 2008, all'apice della crisi finanziaria, quando solo un banchiere ogni 210 fu espulso dalla City per disonestà e atti illeciti.
"Visto lo sdegno nei confronti della comunità bancaria negli ultimi anni, ci sarebbe stato da aspettarsi che i banchieri fossero diventati più scrupolosi, ma a quanto pare il messaggio non arriva a destinazione, dov'è il loro senso morale?", si domanda Brooks Newmark, deputato conservatore, membro della commissione finanze della camera dei Comuni. "E' un numero enorme di banchieri disonesti", taglia corto Danielle Paffard, co-fondatrice della campagna "Move Your Money" (sottinteso: fuori dalle banche corrotte). Ma c'è chi dice che la ragione per cui molti banchieri vengono ancora licenziati per condotta scorretta è che le banche sono diventate più severe e più attente al problema, per cui la minima infrazione, il minimo segno di irresponsabilità, vengono subito puniti, per "scacciare via le mele marce", osserva Kirsty Ayre, partner dello studio legale Pinsent Masons.
Quando una banca licenzia un dipendente per azioni illecite, irresponsabili o sospette ha l'obbligo di comunicarne la ragione alla Fca, che in pratica segnala l'individuo in questione come "inadatto" a ricoprire incarichi nell'industria finanziaria. Nel 2008 l'agenzia governativa ha ricevuto 803 comunicati di licenziamenti di questo genere. Nel 2012 sono stati 1373, il massimo. L'anno scorso sono stati 939. La media annuale dal 2008 a oggi è stata di 979. Ce n'erano un bel po', nella City di Londra, di "lupi" come lo spregiudicato "wolf of Wall Street" del film di Scorsese.