MILANO - Dalla trimestrale deludente alla scadenza del lock up, il divieto di vendita dei titoli per i dipendenti di Twitter. Per il sito micro blogging, dei cinguettini da 140 caratteri, non c'è neppure il tempo di riprendersi dalla batosta dell'ultima trimestrale che è già tempo di esami a Wall Street. Da domani, infatti, sarà disponibile sul mercato 1,8% del flottante: 9,9 milioni di azioni in mano ai dipendenti per un controvalore di circa 570milioni di dollari. Titoli che fino ad oggi non potevano essere venduti. Sul mercato c'è chi teme l'effetto Facebook: il social network di Mark Zuckerberg era precipitato del 6,4% all'indomani della scadenza del lock up, ma la situazione è profondamente diversa.
Ad agosto 2012 il titolo Facebook, dopo la quotazione di maggio, viaggiava sui minimi storici. Il mercato guardava con sospetto alle prospettive di crescita e di raccolta pubblicitaria. E per molti dipendenti la cessione delle azioni rappresentava la possibilità di ottenere buoni guadagni limitando al massimo i rischi. Inoltre, il divieto di vendita per il social network riguardava il 13% del flottante.
Gran parte delle azioni Twitter disponibili - dicono gli analisti - potrebbero essere vendute per coprire le spese fiscali, ma è difficile immaginare una fuga dal titolo: la scadenza del lock up solitamente attrae chi vende allo scoperto, ma in Borsa il sito non si è ancora del tutto ripreso dal crollo del 24% registrato lo scorso 5 febbario dopo gli ultimi conti trimestrali, quando il mercato rimase deluso dalla prospettive di crescita.
A differenza di Facebook, però, dal momento della quotazione la cavalcata di Twitter è stata un crescendo continuo. E per i dipendenti del sito di microblogging le azioni gratuite potrebbe garantire guadagni ancora maggiori nelle prossime settimane: dal crollo di 6 febbraio, infatti, il titolo ha già recuperato il 14%.
Ad agosto 2012 il titolo Facebook, dopo la quotazione di maggio, viaggiava sui minimi storici. Il mercato guardava con sospetto alle prospettive di crescita e di raccolta pubblicitaria. E per molti dipendenti la cessione delle azioni rappresentava la possibilità di ottenere buoni guadagni limitando al massimo i rischi. Inoltre, il divieto di vendita per il social network riguardava il 13% del flottante.
Gran parte delle azioni Twitter disponibili - dicono gli analisti - potrebbero essere vendute per coprire le spese fiscali, ma è difficile immaginare una fuga dal titolo: la scadenza del lock up solitamente attrae chi vende allo scoperto, ma in Borsa il sito non si è ancora del tutto ripreso dal crollo del 24% registrato lo scorso 5 febbario dopo gli ultimi conti trimestrali, quando il mercato rimase deluso dalla prospettive di crescita.
A differenza di Facebook, però, dal momento della quotazione la cavalcata di Twitter è stata un crescendo continuo. E per i dipendenti del sito di microblogging le azioni gratuite potrebbe garantire guadagni ancora maggiori nelle prossime settimane: dal crollo di 6 febbraio, infatti, il titolo ha già recuperato il 14%.