I russi di Rosneft mettono mezzo miliardo per il 13% di Pirelli
Il 26% detenuto da Camfin passa in un veicolo che per la metà sarà controllato dalla società petrolifera. L'altro 50% si divide tra Nuove Partecipazioni, che avrà l'80% delle quote, Unicredit e Intesa Sanpaolo. L'operazione a 12 euro per azione
MILANO - Si rafforza la presa della russa Rosneft sull'Italia. Dopo aver rilevato il 20% di Saras dalla famiglia Moratti, la compagnia petrolifera russa è pronta a mettere le mani sul 13% di Pirelli dando forza ai rumors di fine gennaio quando pareva che insieme a Goldman Sachs fosse pronta a lanciare un'Opa sulla Bicocca. Indiscrezioni che il numero uno della società degli pneumatici, Marco Tronchetti Provera, aveva bollato come "illazioni. Non è arrivata nessuna proposta al sottoscritto, nè tantomeno ho fatto io proposte al board di Pirelli".
Certo per il momento il passaggio di controllo non è all'ordine del giorno e anzi nei nuovi patti l'uscita di Tronchetti non è più prevista nel 2017, anzi i tempi per decidere il futuro della Bicocca si allungano di altri 5 anni. Nel frattempo, però, esce di scena il fondo Clessidra di Claudio Sposito cambiando così la catena di controllo degli pneumatici, secondo un accor…
Certo per il momento il passaggio di controllo non è all'ordine del giorno e anzi nei nuovi patti l'uscita di Tronchetti non è più prevista nel 2017, anzi i tempi per decidere il futuro della Bicocca si allungano di altri 5 anni. Nel frattempo, però, esce di scena il fondo Clessidra di Claudio Sposito cambiando così la catena di controllo degli pneumatici, secondo un accor…
MILANO - Si rafforza la presa della russa Rosneft sull'Italia. Dopo aver rilevato il 20% di Saras dalla famiglia Moratti, la compagnia petrolifera russa è pronta a mettere le mani sul 13% di Pirelli dando forza ai rumors di fine gennaio quando pareva che insieme a Goldman Sachs fosse pronta a lanciare un'Opa sulla Bicocca. Indiscrezioni che il numero uno della società degli pneumatici, Marco Tronchetti Provera, aveva bollato come "illazioni. Non è arrivata nessuna proposta al sottoscritto, nè tantomeno ho fatto io proposte al board di Pirelli".
Certo per il momento il passaggio di controllo non è all'ordine del giorno e anzi nei nuovi patti l'uscita di Tronchetti non è più prevista nel 2017, anzi i tempi per decidere il futuro della Bicocca si allungano di altri 5 anni. Nel frattempo, però, esce di scena il fondo Clessidra di Claudio Sposito cambiando così la catena di controllo degli pneumatici, secondo un accordo di massima del quale ha dato notizia con una nota mattutina Intesa Sanpaolo.
Proprio Ca' de Sass, insieme a Unicredit, Clessidra, Nuove Partecipazioni (Marco Tronchetti Provera e soci) e Rosneft è tra i firmatari di questo accordo, secondo il quale verranno "valorizzate" le quote indirette di Pirelli possedute attraverso Camfin "a un prezzo in trasparenza pari a 12 euro per azione" (grossomodo l'attuale prezzo di Borsa). Clessidra dovrebbe incassare 260 milioni, dopo averne investiti poco più di 150 milioni nel giugno scorso.
Ai tempi dell'opa su Camfin della scorsa estate la valutazione di Pirelli era stata di 8 euro ad azione. Di fatto, il pacchetto del 26% circa di azioni Pirelli, detenuto oggi da Lauro 61/Camfin, entrerà in una nuova scatola. Questa "newco", cioè una nuova società creata ad hoc per l'operazione, sarà a sua volta detenuta da due diverse realtà. Metà del capitale andrà appunto ai russi di Rosneft, che secondo le indiscrezioni dovrebbero pagare mezzo miliardo. L'altra metà del capitale andrà a un nuovo veicolo nel quale continueranno a sedere Nuove Partecipazioni (Tronchetti Provera) con l'80% delle quote, e le due banche (Intesa Sanpaolo e Unicredit) con il 10% a testa. Entrambi gli istituti di credito avevano investito meno di 120 milioni in Lauro-Camfin e vedranno le proprie quote valorizzate 200 milioni circa prima di reinvestire una cinquantina di milioni nella nuova operazione.
Le banche reinvestiranno quindi parte dei denari ottenuti liquidando le attuali posizioni nella nuova scatola di controllo di Pirelli, mentre il fondo Clessidra sarà del tutto fuori dai giochi. Quanto alla governance, la nota di Intesa specifica che Nuove Partecipazioni "indicherà il presidente e ceo di Pirelli, con pieni poteri sulla gestione ordinaria della società.
La governance di Pirelli rimane invariata, resta centrale il ruolo di guida del board, in linea con" le migliori prassi internazionali. Con l'uscita di scena di Sposito e di Clessidra decade l'obbligo di valorizzazione delle quote dopo 4 anni, la preannunciata 'exit' da Pirelli nel 2017. I nuovi accordi con Rosneft avranno, durata di 5 anni, rinnovabili a scadenza. E' possibile ipotizzare che il gruppo russo, con questa mossa, si candidi a rilevare il controllo della società, anche se in base ai nuovi accordi il numero uno della Bicocca, Tronchetti Provera, non avrà più alcun obbligo di uscire dal gruppo italiano entro il 2017. Ci sarebbero così cinque anni per decidere del futuro del celebre marchio italiano.
Quanto infine agli aspetti industriali, "obiettivo dell'accordo - si legge nel comunicato - è sviluppare le attività e il business di Pirelli, anche rafforzando la rete commerciale in Russia grazie alla capillare presenza sul territorio di Rosneft". E ancora: "Già dalla fine del 2012 Rosneft, la più importante società quotata nel settore oil and gas al mondo, ha definito con Pirelli una serie di intese commerciali e nel settore della ricerca e sviluppo, in particolare nei materiali per la produzione di pneumatici e nella gomma sintetica". Rosneft, come detto, è la stessa società che ha siglato un accordo con i Moratti, storicamente legati a Tronchetti Provera, per rilevare il 20% della Saras, la società della raffinazione.
L'ultimo aggiornamento Consob sull'azionariato dell'azienda della Bicocca vede Lauro 61 al 26,2% di Pirelli, seguito dai Malacalza poco sotto il 7%, poi Edizione al 4,6%, Mediobanca al 3,95%, il fondo Harbor International al 3,94%. L'azione della Bicocca (segui in diretta) scivola in fondo al listino principale dopo la notizia. Secondo gli analisti l'accordo rafforza la posizione di Marco Tronchetti in confronto a quella delle istituzioni finanziarie. L'operazione è però vista in modo ambivalente: per gli esperti di Mediobanca riduce l'appeal speculativo. Nei mesi scorsi, infatti, il titolo aveva in parte beneficiato in Borsa della convinzione del mercato che fosse imminente un riassetto, magari anche attraverso anche un'opa. Per Intermonte, invece, "l'ingresso di Rosneft apre una nuova fase in Pirelli: una notizia positiva per il titolo".
Certo per il momento il passaggio di controllo non è all'ordine del giorno e anzi nei nuovi patti l'uscita di Tronchetti non è più prevista nel 2017, anzi i tempi per decidere il futuro della Bicocca si allungano di altri 5 anni. Nel frattempo, però, esce di scena il fondo Clessidra di Claudio Sposito cambiando così la catena di controllo degli pneumatici, secondo un accordo di massima del quale ha dato notizia con una nota mattutina Intesa Sanpaolo.
Proprio Ca' de Sass, insieme a Unicredit, Clessidra, Nuove Partecipazioni (Marco Tronchetti Provera e soci) e Rosneft è tra i firmatari di questo accordo, secondo il quale verranno "valorizzate" le quote indirette di Pirelli possedute attraverso Camfin "a un prezzo in trasparenza pari a 12 euro per azione" (grossomodo l'attuale prezzo di Borsa). Clessidra dovrebbe incassare 260 milioni, dopo averne investiti poco più di 150 milioni nel giugno scorso.
Ai tempi dell'opa su Camfin della scorsa estate la valutazione di Pirelli era stata di 8 euro ad azione. Di fatto, il pacchetto del 26% circa di azioni Pirelli, detenuto oggi da Lauro 61/Camfin, entrerà in una nuova scatola. Questa "newco", cioè una nuova società creata ad hoc per l'operazione, sarà a sua volta detenuta da due diverse realtà. Metà del capitale andrà appunto ai russi di Rosneft, che secondo le indiscrezioni dovrebbero pagare mezzo miliardo. L'altra metà del capitale andrà a un nuovo veicolo nel quale continueranno a sedere Nuove Partecipazioni (Tronchetti Provera) con l'80% delle quote, e le due banche (Intesa Sanpaolo e Unicredit) con il 10% a testa. Entrambi gli istituti di credito avevano investito meno di 120 milioni in Lauro-Camfin e vedranno le proprie quote valorizzate 200 milioni circa prima di reinvestire una cinquantina di milioni nella nuova operazione.
Le banche reinvestiranno quindi parte dei denari ottenuti liquidando le attuali posizioni nella nuova scatola di controllo di Pirelli, mentre il fondo Clessidra sarà del tutto fuori dai giochi. Quanto alla governance, la nota di Intesa specifica che Nuove Partecipazioni "indicherà il presidente e ceo di Pirelli, con pieni poteri sulla gestione ordinaria della società.
La governance di Pirelli rimane invariata, resta centrale il ruolo di guida del board, in linea con" le migliori prassi internazionali. Con l'uscita di scena di Sposito e di Clessidra decade l'obbligo di valorizzazione delle quote dopo 4 anni, la preannunciata 'exit' da Pirelli nel 2017. I nuovi accordi con Rosneft avranno, durata di 5 anni, rinnovabili a scadenza. E' possibile ipotizzare che il gruppo russo, con questa mossa, si candidi a rilevare il controllo della società, anche se in base ai nuovi accordi il numero uno della Bicocca, Tronchetti Provera, non avrà più alcun obbligo di uscire dal gruppo italiano entro il 2017. Ci sarebbero così cinque anni per decidere del futuro del celebre marchio italiano.
Quanto infine agli aspetti industriali, "obiettivo dell'accordo - si legge nel comunicato - è sviluppare le attività e il business di Pirelli, anche rafforzando la rete commerciale in Russia grazie alla capillare presenza sul territorio di Rosneft". E ancora: "Già dalla fine del 2012 Rosneft, la più importante società quotata nel settore oil and gas al mondo, ha definito con Pirelli una serie di intese commerciali e nel settore della ricerca e sviluppo, in particolare nei materiali per la produzione di pneumatici e nella gomma sintetica". Rosneft, come detto, è la stessa società che ha siglato un accordo con i Moratti, storicamente legati a Tronchetti Provera, per rilevare il 20% della Saras, la società della raffinazione.
L'ultimo aggiornamento Consob sull'azionariato dell'azienda della Bicocca vede Lauro 61 al 26,2% di Pirelli, seguito dai Malacalza poco sotto il 7%, poi Edizione al 4,6%, Mediobanca al 3,95%, il fondo Harbor International al 3,94%. L'azione della Bicocca (segui in diretta) scivola in fondo al listino principale dopo la notizia. Secondo gli analisti l'accordo rafforza la posizione di Marco Tronchetti in confronto a quella delle istituzioni finanziarie. L'operazione è però vista in modo ambivalente: per gli esperti di Mediobanca riduce l'appeal speculativo. Nei mesi scorsi, infatti, il titolo aveva in parte beneficiato in Borsa della convinzione del mercato che fosse imminente un riassetto, magari anche attraverso anche un'opa. Per Intermonte, invece, "l'ingresso di Rosneft apre una nuova fase in Pirelli: una notizia positiva per il titolo".