Economia

La settimana dei mercati tra Fmi, Def e asta Btp

Le Borse guardano al primo documento di economia e finanza del governo Renzi, mentre a Washington iniziano le riunioni primaverili del Fondo monetario internazionale. Martedì, poi, parlerà il falco Weidmann

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MILANO - Bollettino annuale della Bce, Fondo monetario internazionale, asta Bot, asta Btp e soprattutto il primo documento Documento di economia e finanza (Def) del governo Renzi. E' un menu ricco quello della settimana alle porte per le Borse internazionali. Per Piazza Affari sarà l'ennesimo esame dei mercati all'esecutivo dell'ex sindaco di Firenze che ha già incassato la fiducia degli investitori internazionali: basti pensare che lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund decennali. è sceso ai minimi dall'inizio giugno 2011 a quota 161 punti con il tasso sul decennale del Tesoro ai minimi storici da quando è stato introdotto l'euro al 3,16%.

Per l'economista Nouriel Roubini tra i mercati e il premier continua la luna di miele, ma tutto rischia di interrompersi bruscamente se le coperture ai piano di rilancio del Paese che verranno presentata con il Def di martedì non convincessero gli investitori. L'attesa si fa quindi rovente, come sul fronte delle nomine nelle società controllate dal Tesoro: il giro di poltrone dovrebbe concludersi entro sabato.

Il calendario però è serrato. A metà settimana, infatti, inizieranno a Washington le riunioni primaverili del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, alle quali parteciperanno il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco. Giovedì, poi, ci sarà un'asta Bot a 3 e 12 mesi, seguita venerdì da un più indicativo collocamento di Btp.

Lunedì l'avvio dei mercati è visto comunque nervoso anche per la chiusura per festività delle Borse cinesi, che spesso forniscono i primi segnali importanti. Ma soprattutto perché i listini azionari vengono da una settimana molto più calda di quanto ci si aspettasse: l'indice generale europeo Euro è salito dell'1,8%, con Madrid e Milano (cresciute di oltre il 3%) che sono state le Borse meglio baciate dell'effetto-Draghi, mentre Francoforte è salita di poco più dell'1%.

Ecco perchè gli operatori guardano con interesse al report annuale della Bce atteso domani, ma soprattutto al discorso di martedì di Jens Weidmann, presidente della Bundesbank e membro del consiglio della Bce, da sempre considerato molto ostile ad acquisti di titoli da parte della Banca centrale, ma che negli ultimi giorni ha aperto alla possibilità di una quantitative easing.

Ma in Piazza Affari e dintorni in queste ore gli occhi sono tutti puntati su voci apparentemente tecniche del Def, soprattutto dopo l'abbassamento delle stime di crescita del Pil allo 0,8%: introiti nero su bianco della "spending review", l'eventuale e poco apprezzato inserimento dell'Iva proveniente dal pagamento dei debiti della pubblica amministrazione. Anche perché questi pagamenti sono oggi compresi al massimo in un disegno di legge, che dagli analisti non viene ritenuto sufficiente per una copertura affidabile.