Economia

eDreams arriva in Borsa con il nodo delle commissioni

La società incassa, in media, 25 euro per biglietto aereo venduto, ma il cambiamento di abitudini dei viaggitori e le nuove norme della Commissione europea minacciano la reddittività futura

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MILANO - eDreams si prepara al debutto alla Borsa di Madrid tra luci e ombre. Se le prime derivano dalla buona reddittività, le altre sono piuttosto legate a come il gruppo dei viaggi online genera i suoi ricavi. E, in questo caso, la parte del leone la fanno le commissioni sull'acquisto dei servizi: commissioni che vengono pagate da chi vende i propri servizi, ma anche da chi li acquista attraverso l'agenzia di viaggi online. E - a detta degli esperti - "eDreams, insieme a Volagratis è tra i venditori più aggressivi".

D'altra parte il prospetto preparato dal gruppo per la quotazione è chiaro: a fronte di un fatturato di 450 milioni sul 2013 (il bilancio chiude a marzo), gli incassi effettivi della società (e quindi al netto di quanto dovuto ai fornitori) scendono a 373 milioni di euro e in gran parte sono dovuti alle commissioni pagate dai viaggiatori. Basti pensare che, in media, per ogni biglietto aereo acquistato, eDreams ha incassato 23 euro che sono saliti a 25 nei primi nove mesi dell'ultimo esercizio. A questi si aggiungono 100 milioni versati nel 2013 dai partner commerciali della società per le prenotazione attraverso il sito.

Ma se le commissioni sono state a lungo il punto di forza della società, adesso rischiano di trasformarsi in una spada di Damocle sui futuri margini del gruppo. Sempre dal prospetto depositato alla Borsa di Madrid si legge che i "diritti" incassati da eDreams potrebbero calare nei prossimi anni: da un lato per la crescente competizione, dall'altro perché le normative sono diventate più stringenti e soprattutto i consumatori iniziano a non sopportare più alcune gabelle. Lo scorso anno la società era, infatti, stata multata - in Italia - per decine di migliaia di euro dall'Antitrust per mancanza di trasparenza,  poi a dicembre 2013 la stessa Authority ha emesso una dichiarazione di piena conformità di eDreams rispetto alla normativa di tutela dei consumatori.

Per quanto riguarda i partner commerciali, invece, la società deve garantire un tetto minimo di prenotazioni, altrimenti gli accordi sono destinati a saltare. A minacciare il futuro del gruppo sono anche i comparatori di prezzi che rischiano di strappare quote di mercato. In quest'ottica la società ha comprato Liligo, ma la competizione è destinata ad aumentare ancora. A questo si aggiunge anche il ruolo della Commissione europea che lo scorso mese di luglio ha proposto l'introduzione di una nuova direttiva sui viaggi più favorevole per i consumatori e più stringente per le agenzie.

Con la quotazione, la società punta a raccogliere 376 milioni, che potrebbero diventare 433 milioni considerando anche l'opzione dei collocatori di piazzare un ulteriore pacchetto azionario, ma nelle casse di eDreams finiranno solo 50 milioni il resto è destinato agli azionisti venderanno le loro quote: sul mercato il flottante variererà tra il 35,9 e il 41,1%. A fine dicembre il gruppo era indebitato per 413 milioni. Con un prezzo per azione fissato a 10,25 euro, la capitalizzazione dovrebbe arrivare a 1,1 miliardi di euro.