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L'assemblea Bpm boccia la nuova governance

Risultato a sorpresa in una giornata agitata. I non dipendenti capitanati di Piero Lonardi contestano l'inversione della parte ordinaria dell'assise con quella straordinaria: la modifica dello statuto prevede anche una rappresentanza limitata per le minoranze
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MILANO - L'assemblea della Bpm ha bocciato a sorpresa la riforma dello statuto che modificava la governance. Il voto è arrivato al termine di una riunione più agitata del previsto con i soci non dipendenti della banca, capitanati da Piero Lonardi, che avevano deciso di fare ostruzionismo per protestare contro la decisione del presidente del consiglio di sorveglianza, Piero Giarda, di invertire l'ordine del giorno, aprendo la discussione prima sulla parte straordinaria - modifica dello Statuto, appunto - e poi sulla parte ordinaria. "Si tratta di una furbata assembleare, che diventa scorrettezza assembleare", ha tuonato Lonardi.

La materia del contendere era che le proposte statutarie prevedevano, tra l'altro, una rappresentanza limitata ad un solo consigliere per le minoranze (rappresentate appunto dalla lista Lonardi) che non siano anche organismi di investimento collettivi. Secondo Lonardi l'inversione dell'ordine del giorno avrebbe comportato una minore pres…
MILANO - L'assemblea della Bpm ha bocciato a sorpresa la riforma dello statuto che modificava la governance. Il voto è arrivato al termine di una riunione più agitata del previsto con i soci non dipendenti della banca, capitanati da Piero Lonardi, che avevano deciso di fare ostruzionismo per protestare contro la decisione del presidente del consiglio di sorveglianza, Piero Giarda, di invertire l'ordine del giorno, aprendo la discussione prima sulla parte straordinaria - modifica dello Statuto, appunto - e poi sulla parte ordinaria. "Si tratta di una furbata assembleare, che diventa scorrettezza assembleare", ha tuonato Lonardi.

La materia del contendere era che le proposte statutarie prevedevano, tra l'altro, una rappresentanza limitata ad un solo consigliere per le minoranze (rappresentate appunto dalla lista Lonardi) che non siano anche organismi di investimento collettivi. Secondo Lonardi l'inversione dell'ordine del giorno avrebbe comportato una minore presenza dei soci, che magari contavano di arrivare più tardi, per votare solo la parte straordinaria.

Sospetto rigettato ovviamente da Piero Giarda, che anzi ha detto che l'inversione dell'ordine del giorno è stato fatto proprio per consentire a tutti di intervenire. Ma nel frattempo, i principali rappresentanti della "corrente Lonardi" sono intervenendo con l'intento dichiarato di far passare il tempo e far arrivare il più alto numero possibile di soci che nel frattempo sono diventati oltre 2.500 dai 550 presenti all'apertura dei lavori.