MILANO - Bpm crolla in Borsa (il titolo) a Piazza Affari e alla fine lascia sul terreno l'8,5% dopo che l'assemblea di sabato scorso, del tutto a sorpresa, ha bocciato la proposta di riforma di governance ideata dal consiglio di gestione e dal consigliere delegato, Giuseppe Castagna, eletto solamente pochi mesi fa. La riforma avrebbe aumentato il ruolo assegnato ai soci di capitale, pur mantenendo il voto capitario. I nuovi vertici dell'istituto, comunque, non lasciano i propri ruoli, nonostante lo scontro avvenuto in assemblea. "Il rammarico è grande ma andiamo avanti. E' stato un inciampo", hanno commentato in coro i manager a capo della popolare.
Il voto è arrivato al termine di una riunione più agitata del previsto con i soci non dipendenti della banca, capitanati da Piero Lonardi, che avevano deciso di fare ostruzionismo per protestare contro la decisione del presidente del consiglio di sorveglianza, Piero Giarda, di invertire l'ordine del giorno, aprendo la discussione prima sulla parte straordinaria - modifica dello Statuto, appunto - e poi sulla parte ordinaria. "Si tratta di una furbata assembleare, che diventa scorrettezza assembleare", aveva tuonato Lonardi.
La materia del contendere era che le proposte statutarie prevedevano, tra l'altro, una rappresentanza limitata ad un solo consigliere per le minoranze (rappresentate appunto dalla lista Lonardi) che non siano anche organismi di investimento collettivi. Secondo Lonardi l'inversione dell'ordine del giorno avrebbe comportato una minore presenza dei soci, che magari contavano di arrivare più tardi, per votare solo la parte straordinaria.
Il voto è arrivato al termine di una riunione più agitata del previsto con i soci non dipendenti della banca, capitanati da Piero Lonardi, che avevano deciso di fare ostruzionismo per protestare contro la decisione del presidente del consiglio di sorveglianza, Piero Giarda, di invertire l'ordine del giorno, aprendo la discussione prima sulla parte straordinaria - modifica dello Statuto, appunto - e poi sulla parte ordinaria. "Si tratta di una furbata assembleare, che diventa scorrettezza assembleare", aveva tuonato Lonardi.
La materia del contendere era che le proposte statutarie prevedevano, tra l'altro, una rappresentanza limitata ad un solo consigliere per le minoranze (rappresentate appunto dalla lista Lonardi) che non siano anche organismi di investimento collettivi. Secondo Lonardi l'inversione dell'ordine del giorno avrebbe comportato una minore presenza dei soci, che magari contavano di arrivare più tardi, per votare solo la parte straordinaria.