Economia

La volatilità delle valute costa 130 milioni a Coca Cola

Il colosso americano delle bibite ha registrato nel primo trimestre dell'anno un aumento dei volumi di vendita, ma gli utili sono scesi da 1,75 a 1,62 miliardi di dollari, mentre i ricavi sono passati da 11 a 10,58 miliardi

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MILANO - La volatilità dei mercati emergenti con il rally delle valute costa a Coca Cola 130 milioni di dollari nei primi tre mesi dell'anno. I volumi di vendita della multinazionale americana sono cresciuti del 2%, ma nonostante questo sono calati utili e fatturato. Di più: secondo le stime della società gli impatti delle fluttuazioni valutarie incideranno per il 7% sui conti del gruppo per l'intero anno.

E così il colosso delle bibite ha registrato profitti per 1,62 miliardi di dollari, 36 centesimi per azione, in calo dagli 1,75 miliardi, 39 centesimi per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso. Escludendo le voci straordinarie, i profitti sono stati pari a 44 centesimi per azione. Il fatturato è sceso a 10,58 miliardi di dollari dagli 11,04 dell'anno scorso, ma escludendo alcuni oneri strutturali e l'impatto delle fluttuazioni valutarie, è in rialzo del 2%. Gli analisti attendevano profitti per 44 centesimi per azione su un giro d'affari di 10,55 miliardi.

Sempre nel primo trimestre dell'anno, Coca-Cola ha riacquistato titoli propri per 713 milioni di dollari e prevede di concludere buyback tra 2,5 e 3 miliardi entro la fine dell'anno. A febbraio la società ha alzato i dividendi trimestrali del 9% a 30,5 centesimi per azione, pari a una cedola annuale di 1,22 dollari per azione.