MILANO - Saipem sale in Borsa (segui il titolo in diretta) dopo l'annuncio dei due nuovi contratti in Angola per oltre 4 miliardi di dollari e aggiorna i massimi da inizio anno. Il contratto principale, dal valore di oltre 3 miliardi di dollari, riguarda l'ingegneria, l'approvvigionamento, l'installazione e la messa in servizio di due unità galleggiantiper il progetto di sviluppo del campo estrattivo di Kaombo, situato nel blocco 32 al largo dell'Angola. Saipem si è aggiudicata inoltre un contratto di sette anni per i servizi di gestione e manutenzione dei due mezzi per un valore di circa un miliardo di dollari.
Le due unità convertite, di proprietà di Total, avranno ciascuna una capacità di trattamento di petrolio di 115.000 barili al giorno, una capacità di iniezione di acqua di 200.000 barili al giorno, una capacità di compressione del gas di 100 milioni di piedi cubici standard al giorno e una capacità di stoccaggio di 1,7 milioni di barili di petrolio.
"Questo contratto - ha commentato l'ad di saipem, Umberto Vergine - è in linea con la strategia di Saipem di perseguire opportunità di crescita nella costruzione di floaters e impianti flng altamente complessi in aree geografiche strategiche, come l'Asia-Pacifico e l'Africa, in cui Saipem può contare sulle proprie capacità ingegneristiche, sulle forti competenze locali e sulla disponibilità unica dei propri cantieri di fabbricazione".
La notizia del contratto emerge mentre il Tribunale del Lavoro di Milano ha dichiarato illegittimo il licenziamento dell'ex direttore operativo di Saipem, Pietro Varone, fra gli indagati dell'inchiesta condotta dalla procura di Milano su presunte tangenti pagate per ottenere contratti in Algeria. La società è stata condannata a corrispondere all'ex manager, fra indennità e Tfr, quasi un milione e 200.000 euro e ha respinto la richiesta di risarcimento danni avanzata dall'azienda nei confronti dell'ex dipendente.
Un portavoce della società però annuncia che "Saipem si appellerà e confida che le sue complessive ragioni di credito verso Varone vengano presto accertate anche a seguito di altre iniziative giudiziarie". E poi spiega: "Il giudizio in questione era stato iniziato da Pietro Varone nel luglio 2013 in relazione al licenziamento disciplinare comunicato da Saipem nel gennaio 2013. Varone ha proposto domande nei confronti di Saipem per circa 8 milioni di euro. Il giudice del lavoro ha accolto solo una parte delle domande: preavviso (12 mesi) e indennità supplementare nella misura minima per un valore di circa 1,2 Meur in quanto secondo il giudice il licenziamento sarebbe stato recapitato ad un domicilio diverso da quello indicato da Varone alla società. Saipem non condivide tale conclusione. Il giudice ha rigettato tutte le altre domande tra cui quella di pagamento alle spese del giudizio penale".
Le due unità convertite, di proprietà di Total, avranno ciascuna una capacità di trattamento di petrolio di 115.000 barili al giorno, una capacità di iniezione di acqua di 200.000 barili al giorno, una capacità di compressione del gas di 100 milioni di piedi cubici standard al giorno e una capacità di stoccaggio di 1,7 milioni di barili di petrolio.
"Questo contratto - ha commentato l'ad di saipem, Umberto Vergine - è in linea con la strategia di Saipem di perseguire opportunità di crescita nella costruzione di floaters e impianti flng altamente complessi in aree geografiche strategiche, come l'Asia-Pacifico e l'Africa, in cui Saipem può contare sulle proprie capacità ingegneristiche, sulle forti competenze locali e sulla disponibilità unica dei propri cantieri di fabbricazione".
La notizia del contratto emerge mentre il Tribunale del Lavoro di Milano ha dichiarato illegittimo il licenziamento dell'ex direttore operativo di Saipem, Pietro Varone, fra gli indagati dell'inchiesta condotta dalla procura di Milano su presunte tangenti pagate per ottenere contratti in Algeria. La società è stata condannata a corrispondere all'ex manager, fra indennità e Tfr, quasi un milione e 200.000 euro e ha respinto la richiesta di risarcimento danni avanzata dall'azienda nei confronti dell'ex dipendente.
Un portavoce della società però annuncia che "Saipem si appellerà e confida che le sue complessive ragioni di credito verso Varone vengano presto accertate anche a seguito di altre iniziative giudiziarie". E poi spiega: "Il giudizio in questione era stato iniziato da Pietro Varone nel luglio 2013 in relazione al licenziamento disciplinare comunicato da Saipem nel gennaio 2013. Varone ha proposto domande nei confronti di Saipem per circa 8 milioni di euro. Il giudice del lavoro ha accolto solo una parte delle domande: preavviso (12 mesi) e indennità supplementare nella misura minima per un valore di circa 1,2 Meur in quanto secondo il giudice il licenziamento sarebbe stato recapitato ad un domicilio diverso da quello indicato da Varone alla società. Saipem non condivide tale conclusione. Il giudice ha rigettato tutte le altre domande tra cui quella di pagamento alle spese del giudizio penale".