Economia

Telecom all'assemblea della svolta: tregua Fossati-cda

Presente il 56% del capitale. L'ad Marco Patuano: "Il Brasile è centrale, ma il futuro passa dagl investimenti nelle reti". L'azionista Findim: "Questa è una nuova era e i conflitti e gli strappi non portano a un rilancio. Vigileremo sui conflitti d'interesse"

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MILANO - Assemblea dei record per Telecom Italia, che nel giorno dell'approvazione del bilancio e del rinnovo del consiglio riunisce a Rozzano il 56% del capitale, la cifra più alta mai registrata negli ultimi anni. E Marco Patuano, amministratore delegato della società, nel suo discorso introduttivo, fa un bilancio dei risultati 2013 e illustra le strategie future, che si basano su convergenza e investimenti in nuove tecnologie. "L'assemblea è la sintesi di un momento di svolta per la nostra azienda - ha detto Patuano - deve essere il luogo dove gli azionisti si ritrovano la volontà di ricompattarsi intorno a un progetto, che è il progetto di Telecom Italia".

Nel 2013  tutti gli ex incumbent europei hanno registrato un calo delle linee fisse: Deutsche Telekom ha perso 970mila linee (-4,3%), France Télécom 825mila (-4%), British Telecom 600mila (-4,5%), Télefonica 635mila (-5,55). Il crollo delle linee Telecom nel 2013 è stato maggiore 768mila linee ( -5,5%), anche perché la quota di mercato sulle linee fisse dell'ex monopolista italiana è ancora la più alta in del Vecchio Continente. Inoltre, il margine sui ricavi a livello domestico è pari al 49,1%, il più alto rispetto alle rivali europee, migliore anche di Telefonica (48,4%) e di colossi come Deutsche Telekom (36,6%), Orange(32,5%), e British Telecom (37,1%).

Con 4,9 miliardi pari al 22% dei ricavi consolidati, Telecom si conferma inoltre sul podio quanto a generazione di cassa, la società italiana da sola più di quanto non riesca a fare Deutsche Telekom che fattura molto di più in un mercato vasto come la  Germania. Quanto al Brasile Patuano ha ribadito la strategicità di un "paese che rappresenta circa un terzo dei nostri ricavi", ricordando come se la crisi oltreoceano non si fa sentire, Telecom dovrà comunque fare molti investimenti nel Paese carioca per supportare la crescita.

Per il futuro Patuano ricorda che il piano industriale sarà seguito con "disciplina continuità e impegno",  la società punterà sulla qualità del servizio al miglior prezzo, senza fare una guerra al ribasso, ma il futuro passa dagli investimenti nelle reti. "Dobbiamo continuare a puntare sull'innovazione - ha concluso Patuano - sull'ammodernamento delle infrastrutture, sulla semplificazione delle reti, sulla selezione di partner d'eccellenza".

E il primo intervento della giornata, è quello del numero uno di Findim, che della società ha il 5% del capitale: "Questa è una nuova era e i conflitti e gli strappi non portano a un rilancio - ha detto Marco Fossati - supporterò il presidente che sarà votato dalla maggioranza dei soci. Non condividevo invece la vecchia governance dove il presidente era espressione solo di un azionista e non di tutti. Da oggi c'è vita nuova il cda ha una responsabilità maggiore perché il mercato si aspetta di più". Ma Fossati avverte che "se dovessero emergere nuovi conflitti di interessi, torneremo a chiedere la revoca del consiglio".