MILANO - Il Rina prosegue la sua marcia verso la quotazione in Borsa con l'ingresso nel capitale societario di Intesa Sanpaolo e il fondo Palladio: i nuovi soci sottoscriveranno un aumento di capitale iniziale da 25 milioni divisi in parti uguali. L'apporto finanziario potrà salire fino a 100 milioni, anche sotto forma di obbligazioni convertibili in azioni. Al termine dell'operazione Intesa Sanpaolo avrà il 15% di Rina Group, come Palladio.
Per la multinazionale genovese specializzata - tra l'altro - in servizi di classificazione, certificazione e consulting engineering in ambito navale ed energetico, è un passo deciso verso l'internazionalizzazione attraverso una crescita che sarà guidata attraverso acquisizioni. In un'ottica di apertura al mercato con una quotazione nel medio periodo - e non per forza a Piazza Affari - l'ingresso di due soci puramente finanziari è un passaggio importante perché poi potrebbero essere proprio loro a cedere le loro azioni in fase di quotazione.
Nel frattempo le risorse finanziarie e le competenze apportate dai nuovi soci hanno "l'obiettivo di supportare ed accelerare il processo di crescita ed internazionalizzazione, avviato negli ultimi anni dalla società", in particolare con l'acquisizione di D'Appolonia. Rina è oggi attiva in 57 Paesi con oltre 2.500 dipendenti e un fatturato che supera i 320 milioni di euro.
Soddisfatto il numero uno del gruppo genovese, Ugo Salerno: "E' per noi una grande soddisfazione che due prestigiosi gruppi finanziari quali Intesa Sanpaolo e VEI Capital abbiamo deciso di investire sulla nostra azienda. Il loro ingresso nel nostro capitale ci offre ulteriori e determinanti opportunità di sviluppo sia in termini di crescita sia di acquisizioni, allo scopo di rendere il Rina in grado di competere con i maggiori player internazionali".
Per la multinazionale genovese specializzata - tra l'altro - in servizi di classificazione, certificazione e consulting engineering in ambito navale ed energetico, è un passo deciso verso l'internazionalizzazione attraverso una crescita che sarà guidata attraverso acquisizioni. In un'ottica di apertura al mercato con una quotazione nel medio periodo - e non per forza a Piazza Affari - l'ingresso di due soci puramente finanziari è un passaggio importante perché poi potrebbero essere proprio loro a cedere le loro azioni in fase di quotazione.
Nel frattempo le risorse finanziarie e le competenze apportate dai nuovi soci hanno "l'obiettivo di supportare ed accelerare il processo di crescita ed internazionalizzazione, avviato negli ultimi anni dalla società", in particolare con l'acquisizione di D'Appolonia. Rina è oggi attiva in 57 Paesi con oltre 2.500 dipendenti e un fatturato che supera i 320 milioni di euro.
Soddisfatto il numero uno del gruppo genovese, Ugo Salerno: "E' per noi una grande soddisfazione che due prestigiosi gruppi finanziari quali Intesa Sanpaolo e VEI Capital abbiamo deciso di investire sulla nostra azienda. Il loro ingresso nel nostro capitale ci offre ulteriori e determinanti opportunità di sviluppo sia in termini di crescita sia di acquisizioni, allo scopo di rendere il Rina in grado di competere con i maggiori player internazionali".