Economia

Zonin mette la Cassa di Ferrara nel mirino di Vicenza

La banca emiliana si aggiunge alla Popolare di Marostica e dell'Etruria ed entra tra gli obiettivi della banca veneta. Il presidente chiude a un matrimonio che Veneto Banca: "Non faremo mai un'opa ostile". Presenti in assemblea seimila soci

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VICENZA - Sono tre gli obiettivi su cui punta la Popolare di Vicenza: i due noti, la Popolare di Marostica e la Popolare dell'Etruria, ed uno nuovo, la Cassa di Risparmio di Ferrara, da tempo commissariata e di cui la Vicenza ha già rilevato 16 sportelli. L'annuncio è stato dato da Gianni Zonin, da diciotto anni presidente della Popolare di Vicenza, davanti ad un'assemblea particolarmente folta: oltre seimila soci (deleghe comprese) nonostante la contemporaneitá, ad una cinquantina di chilometri di distanza, dell'assemblea di Veneto Banca. Molti si aspettavano meno affluneza a Vicenza, perché tanti azionisti sono soci di entrambe le popolari.

Ma a anche a distanza, è andato in onda uno scambio di battute tra le due popolare promesse spose (anche per la moral suasion di Bankitalia) e mai arrivate all'altare, per esplicita contrarietà della banca di Montebelluna. "L'ho già detto, lo ripeterò ora e non lo dirò piú, perché non vogliamo fare molto rumore per nulla: non faremo mai un'opa ostile verso nessuna banca popolare - ha detto Zonin in assemblea - dunque se per questo istituto è no, anche per noi è no".

Dal canto suo, oggi il presidente dimissionario di Veneto Banca, Flavio Trinca, ha ribadito con forza che l'autonomia va salvaguardata e lo stesso concetto è stato espresso dal presidente del Veneto Luca Zaia, intervenendo all'assemblea dei soci di Veneto Banca: "Siamo di fronte ad una sorta di dittatura finanziaria dettata dal governo di Roma - ha detto il governatore - ma sosterremo fino in fondo la sfida per affermare l'insostituibilità delle banche del territorio".

L'assemblea della Vicenza è chiamata ad approvare il bilancio e le deleghe per l'aumento di capitale da un miliardo, da esercitare in un triennio "e l'apertura del libro soci a nuovi soggetti, mediante finanziamenti fino ad un massimo di 300 milioni". La tranche da 608 milioni  (più quasi 100 di bonus share fra tre anni ) che partirà nei primi giorni di maggio era stata invece già autorizzata dall'assemblea in passato.