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Grillo: "Mussari non sa fare un bonifico"
La banca rimborserá al Tesoro 120 mln in più

Il leader dei Cinque Stelle interviene in assemblea e indica nell'ex presidente l'origine della rovina. Nelle carte sul bilancio si legge che il rimbalzo di Borsa permetterá all'erario di incassare il 3% in più entro fine anno. E gli interessi, da versare il 1 luglio, dovrebbero slittare di un mese
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SIENA - Da una parte l'annunciato ciclone di Beppe Grillo si abbatte su Rocca Salimbeni, dall'altra si fanno i conti per cercare di capire quali saranno le prossime mosse del Monte dei Paschi verso l'aumento di capitale. E si scopre che per quest'anno il Tesoro potrà incassare il suo dividendo dal buon esito della partita senese. Questi i due assi dell'assemblea di Mps che ha approvato il bilancio 2013, chiuso con una perdita di 1,43 miliardi. La prima ssise, da molti anni, nella quale non ha preso la parola la Fondazione Mps, ormai ex primo socio della banca, presente in sala con il nuovo provveditore, Enrico Granata, ma senza il presidente Antonella Mansi.

L'intervento di Grillo. Il leader del M5S attacca subito: "E' la seconda volta che assisto a questa conferenza-psicodramma. Sono qua come rappresentante di un Movimento politico: abbiamo 430 banche che controllano 13 mila multinazionali che ne gestiscono altre 43.000 e l'1 per cento controlla quasi tutto il mondo. Siamo…
SIENA - Da una parte l'annunciato ciclone di Beppe Grillo si abbatte su Rocca Salimbeni, dall'altra si fanno i conti per cercare di capire quali saranno le prossime mosse del Monte dei Paschi verso l'aumento di capitale. E si scopre che per quest'anno il Tesoro potrà incassare il suo dividendo dal buon esito della partita senese. Questi i due assi dell'assemblea di Mps che ha approvato il bilancio 2013, chiuso con una perdita di 1,43 miliardi. La prima ssise, da molti anni, nella quale non ha preso la parola la Fondazione Mps, ormai ex primo socio della banca, presente in sala con il nuovo provveditore, Enrico Granata, ma senza il presidente Antonella Mansi.

L'intervento di Grillo. Il leader del M5S attacca subito: "E' la seconda volta che assisto a questa conferenza-psicodramma. Sono qua come rappresentante di un Movimento politico: abbiamo 430 banche che controllano 13 mila multinazionali che ne gestiscono altre 43.000 e l'1 per cento controlla quasi tutto il mondo. Siamo dentro a una banca io come Profumo siamo genovesi e abbiamo inventato i derivati, il subprime e tutto il resto. La sua carriera", dice rivolto a Profumo, "è stata straordinaria e ora è giusto che finisca".

Mussari "arrogante ma non sa fare un bonifico". Legge parte della recente archiviazione dell'inchiesta Mussari-Vigni. "Leggo perché non posso sbagliare nulla con questi signori. Ma qui c'è scritto che sopra queste banche ci sono i vertici di un certo partito, di cui non fanno il nome, ma è chiaro che è il Pd, che io chiamo la peste rossa. Prima della privatizzazione Mps era una banca sana e florida, dal 2005 è iniziata la sua distruzione. Perché dalla migliore il Monte dei Paschi è diventata la banca peggiore? Lo chiedo agli azionisti ma anche a chi ha investito qui il Tfr". Poi la stoccata all'ex numero uno del Monte: "Mussari lo conosco, non è in grado di fare un bonifico bancario ma la sua arroganza non ha limiti".

Il battibecco con Profumo. Prende la parola alle 12.50 "il delegato Beppe Grillo", ma fuori dalla sala in cui l'assemblea Mps sta per approvare il bilancio il leader dei Cinque Stelle ha già tenuto un lungo show ad uso e consumo delle telecamere tv. E di fronte a Profumo e ai soci rincara la cose, rimprovera l'acquisto di Antonveneta senza garanzie e senza rete. "Come non pensare che i poteri forti abbiano pilotato questa operazione? Tutto il Pd e la Consob applaudirono al nuovo genio della finanza, la Borsa però no. Poi scoppia l'inchiesta e si scopre l'inquinante ruolo della politica e l'Mps diventa la larva che è oggi e la procura dice che Mussari ha fatto interessi distonici rispetto a quelli del la banca. Poi hanno scelto lei Profumo, anche lei indagato con Ceccuzzi perché tra indagati ci si capisce. Perché lei non ha denunciato Botìn (numero uno del Banco Santander, ndr)? Tra poco voi non conterete più niente, rassegnatevi. Bocciate questo bilancio, mandate a casa tutto il cda e non fidatevi più del bilancio e liberatevi della peste rossa". Profumo gli raccomanda la calma: "LEi è sempre così emozionato e agitato che non vorrei le venisse un accidente proprio qua, che poi saremmo responsabili anche di questo". Ha lui l'ultima parola per una volta.

I conti dello Stato. Mentre Grillo monopolizza l'attenzione delle telecamere, dai documenti assembleari si scopre che anche il Tesoro, benché solo potenzialmente azionista del Monte dei Paschi, avrà il suo guadagno dal buon esito della vicenda senese, reso possibile dalla corsa dell'azione Mps a marzo e dalla contestuale vendita del 30% della quota della Fondazione Mps a prezzi più elevati che in passato. La relazione del cda preparatoria all'assemblea ricorda infatti che il rimborso di 3 miliardi di euro di Monti bond del Tesoro costerà alla banca il 3% in più, pari a circa 120 milioni. Questo sovrapprezzo deriva dalle regole del prospetto dei Monti bond, ed è collegato al prezzo di vendita dei pacchetti azionari della Fondazione, dopo il raddoppio della quotazione Mps fino a 0,28 euro tra febbraio e marzo.

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Trattative per rinviare il cedolone al Tesoro. Nella relazione preparatoria ai lavori si legge, inoltre, che l'aumento di capitale incrementato a 5 miliardi di euro, necessario per rimborsare i prestiti pubblici che costano alla banca il 9% lordo "può essere completato entro la fine di luglio". Questa scadenza si sovrappone a quella del 1° luglio, data in cui andrebbero pagati i 360 milioni di cedole - in contanti o, se mancassero, in azioni Mps - dei bond al Tesoro. Da quanto risulta, ci sarebbero trattative inoltrate per far slittare la scadenza di inizio luglio, quindi rimborsare il Tesoro con i proventi della ricapitalizzazione ed evitare l'entrata di via XX settembre nel capitale della banca senese. Nella relazione si legge che con l'aumento più capiente, ovvero di 5 miliardi rispetto ai 3 miliardi previsti e annunciati fino a metá aprile, "c'è l'eventualità di effettuare un rimborso anticipato di tutto o in parte del prestito statale residuo, quindi degli altri 1,07 miliardi".

Azionariato stabile. Non si sono registrate novitá tra i soci sopra il 2% presenti in assemblea: la Fondazione Mps ha il 9% (ma la sua quota reale è il 2,5%, il resto delle azioni appartiene agli investitori sudamericani Fintech e Btg Pactual che sono in attesa del via libera al patto a tre siglato con l'ente senese), i partner francesi di Axa hanno il 3,72%, il fondo Usa Blackrock ha il 3,22%, Jp Morgan è al 2,53%.