Intesa Sanpaolo doppia le attese di utili degli analisti
Il primo trimestre 2014 si chiude con profitti in crescita del 64% oltre quota mezzo miliardo. I ricavi si attestano a 4,1 miliardi, invariati rispetto all'ultimo periodo del 2013 ma in crescita del 4,5% sul primo trimestre dell'anno scorso. Migliora il trend del credito, ma le sofferenze continuano a salire
MILANO - Intesa Sanpaolo (il titolo) chiude il primo trimestre con un utile in crescita del 64,4% a 503 milioni e con ricavi che salgono del 4,5% a 4,1 miliardi. Il risultato netto è sopra le attese degli analisti, che avevano preventivato un utile di 281,5 milioni. Si tratta - informa la banca in una nota - del risultato trimestrale più elevato degli ultimi due anni. I ricavi dei primi tre mesi dell'anno sono risultati di 4.108 milioni di euro, in aumento del 4,5% rispetto ai 3.931 milioni del quarto trimestre dello scorso anno e invariati rispetto all'ultimo periodo del 2013.
Nel corso dell'esercizio "gli obiettivi reddituali continueranno ad essere affiancati a una grande attenzione per il profilo di rischio e di liquidità e all'eccellente posizione del gruppo in termini di solidità patrimoniale", spiega Ca' de Sass, ribadendo che nell'anno "rimarrà prioritario preservare il carattere di sostenibilità dei risultati da co…
Nel corso dell'esercizio "gli obiettivi reddituali continueranno ad essere affiancati a una grande attenzione per il profilo di rischio e di liquidità e all'eccellente posizione del gruppo in termini di solidità patrimoniale", spiega Ca' de Sass, ribadendo che nell'anno "rimarrà prioritario preservare il carattere di sostenibilità dei risultati da co…
MILANO - Intesa Sanpaolo (il titolo) chiude il primo trimestre con un utile in crescita del 64,4% a 503 milioni e con ricavi che salgono del 4,5% a 4,1 miliardi. Il risultato netto è sopra le attese degli analisti, che avevano preventivato un utile di 281,5 milioni. Si tratta - informa la banca in una nota - del risultato trimestrale più elevato degli ultimi due anni. I ricavi dei primi tre mesi dell'anno sono risultati di 4.108 milioni di euro, in aumento del 4,5% rispetto ai 3.931 milioni del quarto trimestre dello scorso anno e invariati rispetto all'ultimo periodo del 2013.
Nel corso dell'esercizio "gli obiettivi reddituali continueranno ad essere affiancati a una grande attenzione per il profilo di rischio e di liquidità e all'eccellente posizione del gruppo in termini di solidità patrimoniale", spiega Ca' de Sass, ribadendo che nell'anno "rimarrà prioritario preservare il carattere di sostenibilità dei risultati da conseguire".
Come già avvenuto per le altri trimestrali di banche italiane pubblicate, anche Intesa certifica un miglioramento del clima economico italiano attraverso la dinamica della qualità del credito. I flussi di nuovi crediti deteriorati provenienti da crediti in bonis sono infatti in diminuzione: i flussi netti si sono fermati a 1,5 miliardi di euro nel primo trimestre 2014, rispetto ai 3,6 miliardi del quarto trimestre 2013 (-58%) e ai 2 miliardi del primo trimestre 2013 (-24%).
I flussi - sebbene in miglioramento - portano comunque a una crescita dei crediti deteriorati nel portafoglio di Intesa Sanpaolo. Nel complesso, al netto delle rettifiche di valore, si sono attestati alla fine del primo trimestre dell'anno a 31,1 miliardi di euro, in aumento dello 0,6% rispetto ai 30,9 miliardi del 31 dicembre 2013; in quest'ambito, le sofferenze sono cresciute da 12,8 miliardi a 13,18 miliardi, con un'incidenza sul totale dei crediti che sale dal 3,8% al 3,9% e un grado di copertura che passa dal 62,5% al 62,9%. Gli stanziamenti a fronte dei rischi creditizi superano di poco il miliardo nel primo trimestre 2014, in diminuzione rispetto ai tre miliardi del quarto trimestre 2013 e ai 1.158 milioni del primo trimestre 2013.
Nella sua nota, la banca insiste sul livello elevato di patrimonializzazione: "Il Common Equity ratio pro-forma Basilea 3 a regime è salito al 12,6%, dal 12,3% di fine 2013, livello top tra le maggiori banche europee ed equivalente a circa 9 miliardi di euro di capitale in eccesso (13) e a circa 12 miliardi di euro di buffer di capitale per l’esercizio" dell'Asset quality review da parte della Banca centrale europea.
Nel corso dell'esercizio "gli obiettivi reddituali continueranno ad essere affiancati a una grande attenzione per il profilo di rischio e di liquidità e all'eccellente posizione del gruppo in termini di solidità patrimoniale", spiega Ca' de Sass, ribadendo che nell'anno "rimarrà prioritario preservare il carattere di sostenibilità dei risultati da conseguire".
Come già avvenuto per le altri trimestrali di banche italiane pubblicate, anche Intesa certifica un miglioramento del clima economico italiano attraverso la dinamica della qualità del credito. I flussi di nuovi crediti deteriorati provenienti da crediti in bonis sono infatti in diminuzione: i flussi netti si sono fermati a 1,5 miliardi di euro nel primo trimestre 2014, rispetto ai 3,6 miliardi del quarto trimestre 2013 (-58%) e ai 2 miliardi del primo trimestre 2013 (-24%).
I flussi - sebbene in miglioramento - portano comunque a una crescita dei crediti deteriorati nel portafoglio di Intesa Sanpaolo. Nel complesso, al netto delle rettifiche di valore, si sono attestati alla fine del primo trimestre dell'anno a 31,1 miliardi di euro, in aumento dello 0,6% rispetto ai 30,9 miliardi del 31 dicembre 2013; in quest'ambito, le sofferenze sono cresciute da 12,8 miliardi a 13,18 miliardi, con un'incidenza sul totale dei crediti che sale dal 3,8% al 3,9% e un grado di copertura che passa dal 62,5% al 62,9%. Gli stanziamenti a fronte dei rischi creditizi superano di poco il miliardo nel primo trimestre 2014, in diminuzione rispetto ai tre miliardi del quarto trimestre 2013 e ai 1.158 milioni del primo trimestre 2013.
Nella sua nota, la banca insiste sul livello elevato di patrimonializzazione: "Il Common Equity ratio pro-forma Basilea 3 a regime è salito al 12,6%, dal 12,3% di fine 2013, livello top tra le maggiori banche europee ed equivalente a circa 9 miliardi di euro di capitale in eccesso (13) e a circa 12 miliardi di euro di buffer di capitale per l’esercizio" dell'Asset quality review da parte della Banca centrale europea.