MILANO - Tutto pronto per l'ufficializzazione dell'acquisto delle televisioni satellitari DirecTV da parte del colosso americano delle telecomunicazioni At&T. Secondo i soliti bene informati, l'annuncio dei due board dovrebbe arrivare tra domenica e lunedì; sul piatto, da parte di At&t, ci sono 50 miliardi di dollari in un'operazione che si dovrebbe definire in parte in contanti e in parte in azioni. Negli ultimi giorni, dopo i report della stampa degli Stati Uniti, le azioni della possibile preda sono salite, mentre quelle dell'acquirente sono scese. La fusione creerebbe un colosso della pay tv che si ritroverebbe a competere con l'altro gigante che nascerà dalla fusione da 42 miliardi e mezzo di dollari tra Comcast e le attività via cavo di Time Warner, annunciata lo scorso febbraio. Di fatto, At&t potrebbe aggregare l'offerta di televisione satellitare con i propri servizi wireless, la telefonia e internet ad alta velocità.
Il piano di aggegazione emerso dalle varie ricostruzioni di stampa prevede che DirecTV continui a sussistere come "unità autonoma" nel perimetro dell'acquirente, con il management ancora in sella alla televisione satellitare. Sui dettagli del prezzo, anche se bisogna capire quanta parte verrà corrisposta cash e quanta in azioni, le fonti dicono che un livello di 95 dollari ad azione potrebbe essere accettabile per il board di DirecTV. Con un progresso del 25% quest'anno, la televisione ha una valutazione di mercato di circa 43 miliardi, con un debito netto a quota 18 miliardi, mentre At&t ne vale 191 con un debito di 76.
L'ultimo ostacolo al deal, scrivono ancora gli esperti americani, è di natura autorizzativa: la maxi fusione Comcast-Time Warner non è ancora stata approvata, mentre una decina d'anni fa era stata bloccata quella tra la stessa DirecTV e la rivale Dish Network e la stessa At&t aveva fatto tramontare i sogni di aggregare la controllata americana di T-Mobile. In ogni caso, un accordo con DirecTV dimostra che At&t è tornata a rivolgere la sua attenzione al mercato statunitense, proprio da quando l'acquisizione di Time Warner è stata annunciata. At&t aveva già sondato il terreno per alcune opportunità in Europa, come ad esempio l'acquisizione di Vodafone Group più volte ventilata, ma ora torna nei suoi confini nazionali.
Il piano di aggegazione emerso dalle varie ricostruzioni di stampa prevede che DirecTV continui a sussistere come "unità autonoma" nel perimetro dell'acquirente, con il management ancora in sella alla televisione satellitare. Sui dettagli del prezzo, anche se bisogna capire quanta parte verrà corrisposta cash e quanta in azioni, le fonti dicono che un livello di 95 dollari ad azione potrebbe essere accettabile per il board di DirecTV. Con un progresso del 25% quest'anno, la televisione ha una valutazione di mercato di circa 43 miliardi, con un debito netto a quota 18 miliardi, mentre At&t ne vale 191 con un debito di 76.
L'ultimo ostacolo al deal, scrivono ancora gli esperti americani, è di natura autorizzativa: la maxi fusione Comcast-Time Warner non è ancora stata approvata, mentre una decina d'anni fa era stata bloccata quella tra la stessa DirecTV e la rivale Dish Network e la stessa At&t aveva fatto tramontare i sogni di aggregare la controllata americana di T-Mobile. In ogni caso, un accordo con DirecTV dimostra che At&t è tornata a rivolgere la sua attenzione al mercato statunitense, proprio da quando l'acquisizione di Time Warner è stata annunciata. At&t aveva già sondato il terreno per alcune opportunità in Europa, come ad esempio l'acquisizione di Vodafone Group più volte ventilata, ma ora torna nei suoi confini nazionali.