Economia

Anche Terna boccia i requisiti di onorabilità

La clausola proposta dalla Cdp non entra nello statuto: vota a favore il 60% dei presenti, ma servivano i due terzi. La bocciatura era già arrivata in Eni e Finmeccanica, solo Enel quindi l'adotta. L'assemblea rinnova i vertici: il presidente Roth saluta e rivendica "nove anni di successi"

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MILANO - Nuova bocciatura per la cosiddetta clausola di onorabilità degli amministratori: il Tesoro incassa il terzo "no" dai soci di Terna, dopo Eni e Finmeccanica e con l'eccezione del via libera ottenuto in Enel. L'assemblea degli azionisti di Terna infatti ha bocciato la proposta di inserire nello statuto dell'azienda la clausola sui requisiti di onorabilità. Si tratta della clausola voluta dall'ex ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, all'epoca del governo Letta, che prevede l'ineleggibilità e la decadenza per giusta causa a seguito di una condanna, anche non definitiva, o una richiesta di rinvio a giudizio per una serie di reati amministrativi, fiscali, finanziari. Era richiesto il quorum dei due terzi dei presenti (66,6%) ed ha votato a favore il 60%. Il punto era il primo della parte straordinaria ed era stato proposto dalla Cassa Depositi e Prestiti, che ha una quota in Terna pari al 29,8%.

L'assemblea della spa dei tralicci ha anche rinnovato il board, che vede in uscita l'ad, Flavio Cattaneo, e il presidente Luigi Roth dopo tre mandati. Al loro posto arrivano come presidente Catia Bastioli, e come ad Matteo del Fante, cui il prossimo cda con ferirà le deleghe, indicati dal Tesoro. Fanno parte del nuovo consiglio anche: Simona Camerano, Carlo Gandolfo Cerami, Fabio Corsico, Stefano Saglia, Cesare Calari, Luca dal Fabbro e Gabriella Porcelli. Un cda di terna si terrà nel pomeriggio per conferire le deleghe di amministratore delegato del Fante.

A differenza dell'onorabilità, l'assembea ha invece approvato il punto all'ordine del giorno che, su richiesta del ministero dell'Economia, nell'ambito del 'decreto del Fare', prevede un taglio del 25% della remunerazione complessiva  dell'amministratore delegato rispetto a quello applicato nel corso del mandato precedente.

Intervenendo in assemblea, il presidente Roth ha salutato: "Questi nove anni di Terna sono stati anni di grandi successi. Lo dicono i numeri - ha proseguito - ne cito uno per tutti: il Tsr (total shareholder return, ndr), il ritorno complessivo per l'azionista, è stato superiore al 200%. Lo dicono i fatti, per noi che li abbiamo vissuti e anche indirizzati, e per tutti coloro che sono stati con noi".

Flavio Cattaneo è invece fiducioso di poter lasciare dopo nove anni la gestione dell'azione ai suoi successori "un'azienda sana con ottime prospettive di crescita sia sul fronte delle attività tradizionali che non tradizionali". Salutando l'assemblea degli azionisti, Cattaneo ha ricordato come Terna abbia investito in nove anni "8 miliardi nella rete". "Nei prossimi 5 anni - ha detto - prevediamo di investire in attività tradizionali 3,6 miliardi di euro, cui si somma un impegno fino a 1,3 miliardi di euro nelle attività non tradizionali".