PARIGI - Una multa record di 10 miliardi di dollari, una sanzione economica mai vista prima. Il titolo di Bnp Paribas è crollato in Borsa oggi, perdendo fino al 6% in mattinata, dopo che il Wall Street Journal ha rivelato quanto reclama il Dipartimento alla Giustizia americano al gruppo francese accusato di aver violato l'embargo con Cuba, Iran e Sudan tra il 2002 e il 2009. Secondo il Wsj, citando una fonte vicina al dossier, l'ammenda potrebbe arrivare a 10 miliardi di dollari. La banca avrebbe aggirato il divieto internazionale, effettuando pagamenti in dollari nei tre paesi.
Bnp Paribas, secondo il quotidiano, sta negoziando per pagare un po' meno di 8 miliardi di dollari. Il direttore generale, Jean-Laurent Bonnafé, è stato la settimana scorsa a Washington per tentare una transazione, mentre anche il ministro degli Esteri Laurent Fabius si è mosso con il suo omologo, John Kerry. Il caso finanziario sta diventando anche diplomatico. Anche se ci fosse uno 'sconto', la pena dovrebbe superare in ogni caso i 5 miliardi di dollari, cifra record. La multa si annuncia come la più elevata mai comminata a una banca negli Stati Uniti.
Secondo gli analisti, nonostante l'incertezza sulla vicenda, una cosa è sicura: la multa sarà salata e la copertura mediatica della questione non gioca a favore della banca che, finora, aveva goduto di una reputazione eccellente. Dal punto di vista finanziario, la multa porterebbe all'annullamento del dividendo 2014 e a una perdita netta in bilancio. Il rischio, nel dibattimento col Dipartimento di Giustizia americano, è anche che a Bnp possa essere addirittura impedito di esercitare alcune attività di investment banking negli Usa, elemento che sarebbe ''difficile da spiegare ai principali clienti internazionali'', sottolinea un analista. Bnp inoltre è tra le 10 banche francesi a cui Moody's ha ridotto l'outlook a negativo da stabile, insieme a tutte le principali.
La procura americana sembra voglia portare la banca a dichiararsi colpevole, così come fatto da Credit Suisse: la società svizzera il 20 maggio scorso ha ammesso di avere aiutato cittadini americani ad evadere le tasse. Ha così versato una multa da 2,6 miliardi di dollari.
Bnp Paribas, secondo il quotidiano, sta negoziando per pagare un po' meno di 8 miliardi di dollari. Il direttore generale, Jean-Laurent Bonnafé, è stato la settimana scorsa a Washington per tentare una transazione, mentre anche il ministro degli Esteri Laurent Fabius si è mosso con il suo omologo, John Kerry. Il caso finanziario sta diventando anche diplomatico. Anche se ci fosse uno 'sconto', la pena dovrebbe superare in ogni caso i 5 miliardi di dollari, cifra record. La multa si annuncia come la più elevata mai comminata a una banca negli Stati Uniti.
Secondo gli analisti, nonostante l'incertezza sulla vicenda, una cosa è sicura: la multa sarà salata e la copertura mediatica della questione non gioca a favore della banca che, finora, aveva goduto di una reputazione eccellente. Dal punto di vista finanziario, la multa porterebbe all'annullamento del dividendo 2014 e a una perdita netta in bilancio. Il rischio, nel dibattimento col Dipartimento di Giustizia americano, è anche che a Bnp possa essere addirittura impedito di esercitare alcune attività di investment banking negli Usa, elemento che sarebbe ''difficile da spiegare ai principali clienti internazionali'', sottolinea un analista. Bnp inoltre è tra le 10 banche francesi a cui Moody's ha ridotto l'outlook a negativo da stabile, insieme a tutte le principali.
La procura americana sembra voglia portare la banca a dichiararsi colpevole, così come fatto da Credit Suisse: la società svizzera il 20 maggio scorso ha ammesso di avere aiutato cittadini americani ad evadere le tasse. Ha così versato una multa da 2,6 miliardi di dollari.