Economia

Inizia la settimana di Mario Draghi.
Piazza Affari riparte dalla corsa post-elezioni

Giovedì la Bce decide su tassi d'interesse e operazioni straordinarie, con la suggestione di acquistare dollari. Ma non mancano altri dati interessanti, dal Pil dell'Eurozona alla produzione industriale tedesca, passando per l'andamento dell'occupazione nel settore privato degli Stati Uniti

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MILANO - Di una cosa sono certi tutti gli investitori: sarà la settimana di Mario Draghi. Giovedì 5 giugno il board della Banca centrale europea si riunirà (come di consueto, nel primo giovedì del mese) e dovrà decidere le azioni concrete da intraprendere per combattere la deflazione, stimolare la ripresa, abbattere la forza dell'euro. Gli analisti sono ormai persuasi che la Bce sceglierà di tagliare il tasso di interesse (dallo 0,25 allo 0,10 per cento) e di far pagare (probabilmente uno 0,10 per cento) le banche che vogliono tenere le riserve in eccesso in deposito a Francoforte. Ma le mosse straordinarie saranno quelle più incisive e attese e l'aspettativa in questo senso oscilla tra l'acquisto di titoli di Stato americani, quindi di dollari, mentre perde quota l'idea di procedere con un quantitative easing, i cui effetti potrebbero essere limitati.

Nell'attesa dell'appuntamento cruciale della settimana, Piazza Affari riprende il filo degli scambi dopo aver mandato in archivio la settimana migliore del 2014, spinta dall'affermazione di Matteo Renzi alle elezioni europee che hanno dato più forza al suo mandato di riforma. Un esito che ha rafforzato anche i titoli di Stato: lo spread è tornato in area 160 punti base, una trentina in meno rispetto alla vigilia delle urne, mentre il Tesoro ha incassato nuovi minimi storici per i rendimenti dei Btp in asta. Lunedì, in un contesto semi-festivo vista la ricorrenza della Repubblica per l'Italia, va in agenda un'altra data cruciale, visto che la Commissione Ue pubblica le raccomandazioni di bilancio agli Stati membri, con l'Italia osservata speciale su deficit e debito. A livello internazionale si guarda agli indici Pmi - anticipatori del ciclo economico visto che sono realizzati intervistando i direttori degli acquisti delle aziende - nel settore manifatturiero nelle principali economie Ue, in Giappone e negli Usa. Occhi puntati anche sull'andamento dei prezzi al consumo in Germania.

L'agenda macroeconomica nazionale si ravviva martedì 3 giugno, giorno in cui l'Istat diffonde la stima provvisoria dei dati su occupati e disoccupati nel primo trimestre e ad aprile. In Italia verranno diffusi anche i dati sull'andamento delle immatricolazioni. A livello europeo, invece, si guarda ai dati sull'inflazione Ue di maggio, parametro importante anche per le decisioni dell'Eurotower. Sempre nel Vecchio continente emergeranno i dati sulla disoccupazione, insieme all'andamento del prezzo delle case nel Regno Unito. Dagli Stati Uniti, invece, sono attesi gli ordini alle fabbriche.

Mercoledì 4 giugno, giorno in cui si fermano i lavoratori dei call center per una vertenza di grande significato, l'attenzione della politica si concentra sulle commissioni Bilancio e Finanze del Senato, che sentono in audizione il viceministro dell'Economia, Luigi Casero, sull'attuazione della delega fiscale. Sul versante macreoconomico si guarda al Pmi dei servizi e composito per l'Eurozona e gli Satati Uniti. Sempre l'Eurozona produce i dati sull'andamento del Prodotto interno lordo, mentre gli Usa arrichiscono l'agenda con importanti rilevazioni sull'andamento dell'occupazione nel settore privato, sulle richieste di mutui e sulla bilancia commerciale.

Giovedì, nel giorno della Bce, torna protagonista l'Istat che diffonde i dati sul fatturato dei servizi del primo trimestre 2014. Attenzione anche al Bollettino delle Entrate del dipartimento delle Finanze del Mef. Sempre in Europa si attende l'andamento degli ordinativi alle fabbriche tedesche; gli Usa diffondono invece le richieste di sussidi per la disoccupazione. La settimana si chiude venerdì con l'andamento della produzione industriale in Germania.