Economia

Gli incentivi Usa fanno volare Enel Green Power

La svolta promessa da Barack Obama, con l'obiettivo di tagliare del 30% le emissioni, spinge i titoli del settore "verde". Per gli analisti anche Tenaris e Prysmian possono sfruttare il nuovo corso energetico degli Usa

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MILANO - Gli Stati Uniti vanno verso nuovi incentivi per le rinnovabili ed Enel Green Power (il titolo) reagisce positivamente in Borsa dove è la prima della classe. Ieri, secondo quanto emerso dalle indiscrezioni del Wall Street Journal e confermato poi dalle note ufficiali, è emerso il piano dell'agenzia americana per la protezione dell'ambiente (environmental protection agency) che imporrà una riduzione del 30% delle emissioni di diossido di carbonio entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005. L'operazione ha preso il via con la presentazione del clean power plan che è atteso completare il suo percorso entro un anno per poi passare alla fase progettuale ed esecutiva nei singoli stati americani.

Una buona notizia, secondo le case di investimento, per i gruppi impegnati nelle energie alternative dal momento che è ritenuto probabile un rinnovo degli incentivi (come misura da accompagnare alle nuove norme). E' "positivo per Egp che ha negli Stati Uniti il 20% dei propri asset e circa il 15% dell'ebitda - sottolinea Equita - considerata l'attesa di fine incentivi, al momento le stime non includono crescita nel paese ma il rinnovo eventuale degli incentivi potrebbe invece aprire un nuovo fronte di espansione".

Secondo gli stessi analisti, è probabile un effetto positivo anche su Enel visto che ci si attende uno spostamento degli impianti di generazione dal carbone al gas con una conseguente flessione dei prezzi del carbone e un aumento dei prezzi del gas a livello internazionale: "Questo spostamento potrebbe avere una dinamica positiva per Enel, il cui mix energetico è molto spostato sul carbone e rinnovabile".

Giudizio positivo anche da Intermonte sim, secondo cui a beneficiarne, tra le società del Ftse Mib, potrebbero essere "Egp (per la sua presenza nell'eolico Usa), Tenaris (con il mercato dei tubi octg "che potrebbe beneficiare di un prolungato boom nell'estrazione dello shale gas") e Prysmian per il possibile incremento di investimenti nelle interconnessioni e reti elettriche.