MILANO - Ai nastri di partenza anche l'aumento di capitale di Carige: oggi il consiglio di amministrazione della banca, che ha già avuto il disco verde al Prospetto da parte della Consob, ha fissato le codizioni economiche dell'operazione. In particolare è stato fissato in 0,10 euro (10 centesimi) il prezzo unitario delle nuove azioni, che saranno offerte in opzione agli attuali soci nella misura di 93 nuove azioni ogni 25 (ordinarie o di risparmio) possedute. L'aumento di capitale partirà il 16 giugno e fino al 27 giugno saranno negoziabili i diritti; l'aumento si concluderà il 4 luglio.
I mezzi freschi, per 800 milioni, hanno già avuto la garanzia da parte di un consorzio bancario molto numeroso, capitanato da Mediobanca, e che vede la netta prevalenza di istituti esteri (tra gli italiani c'è Unicredit, e con ruoli più limitati Banca Akros, Banca Aletti e Intermonte). Una quota rilevante dell'aumento, il 19%, sarà sottoscritta dalla Fondazione, che ha chiesto le autorizzazioni di rito al Ministero ma che ha fatto cassa - scendendo complessivamente dal 43 al 19% attuale - per seguire pro-quota l'aumento (anche se in futuro non è escluso che riduca la sua quota).
Tuttavia, lo sconto sul Terp (il valore teorico calcolato sul prezzodi Borsa di chiusura meno il diritto) la dice lunga sulla complessità dell'aumento appena varato: lo sconto infatti è superiore anche a quanto ha offerto il Montepaschi (35,5%) che pur è alle prese con un aumento monstre, per un importo molto più alto della capitalizzazione di partenza (al mercato la banca senese sta chiedendo 5 miliardi di euro). Segno sopratutto delle difficoltà della banca e forse in parte anche di un certo affollamento sul mercato di operazioni di ricapitalizzazione.
I mezzi freschi, per 800 milioni, hanno già avuto la garanzia da parte di un consorzio bancario molto numeroso, capitanato da Mediobanca, e che vede la netta prevalenza di istituti esteri (tra gli italiani c'è Unicredit, e con ruoli più limitati Banca Akros, Banca Aletti e Intermonte). Una quota rilevante dell'aumento, il 19%, sarà sottoscritta dalla Fondazione, che ha chiesto le autorizzazioni di rito al Ministero ma che ha fatto cassa - scendendo complessivamente dal 43 al 19% attuale - per seguire pro-quota l'aumento (anche se in futuro non è escluso che riduca la sua quota).
Tuttavia, lo sconto sul Terp (il valore teorico calcolato sul prezzodi Borsa di chiusura meno il diritto) la dice lunga sulla complessità dell'aumento appena varato: lo sconto infatti è superiore anche a quanto ha offerto il Montepaschi (35,5%) che pur è alle prese con un aumento monstre, per un importo molto più alto della capitalizzazione di partenza (al mercato la banca senese sta chiedendo 5 miliardi di euro). Segno sopratutto delle difficoltà della banca e forse in parte anche di un certo affollamento sul mercato di operazioni di ricapitalizzazione.