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Telecom: Mediobanca, Generali e Intesa fuori dalla holding Telco

Per Piazzetta Cuccia prosegue la dismissione di partecipazioni annunciata con il piano strategico al 2016. Con i prezzi attuali della compagnia Tlc, la plusvalenza inespressa per il possesso dell'1,6% è di circa 110 milioni, per Ca' de Sass è di circa 25 milioni
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MILANO - Mediobanca, Generali e Intesa Sanpaolo, nel primo giorno utile della finestra contrattuale, hanno esercitato la facoltà di richiedere la scissione di Telco prevista dal patto parasociale, chiedendo di fatto l'uscita dalla società che controlla Telecom. E' quanto hanno comunicato le due istituzioni finanziarie; nella nota di Mediobanca si specifica che tale esercizio "rappresenta il naturale proseguimento del percorso di disimpegno dall'investimento in Telecom Italia".

Intesa Sanpaolo, invece, specifica che detiene attualmente il 7,3% circa della holding che controlla il 22,4% di Telecom e a seguito della scissione entrerà direttamente in possesso della quota partecipativa di sua spettanza pari a circa l'1,6% di Telecom. Per Ca' de Sass, in base al prezzo di chiusura delle azioni venerdì, significherebbe una plusvalenza implicita ante imposte di circa 35 milioni di euro. Al coro si unisce Generali, che "coerentemente con quanto deliber…
MILANO - Mediobanca, Generali e Intesa Sanpaolo, nel primo giorno utile della finestra contrattuale, hanno esercitato la facoltà di richiedere la scissione di Telco prevista dal patto parasociale, chiedendo di fatto l'uscita dalla società che controlla Telecom. E' quanto hanno comunicato le due istituzioni finanziarie; nella nota di Mediobanca si specifica che tale esercizio "rappresenta il naturale proseguimento del percorso di disimpegno dall'investimento in Telecom Italia".

Intesa Sanpaolo, invece, specifica che detiene attualmente il 7,3% circa della holding che controlla il 22,4% di Telecom e a seguito della scissione entrerà direttamente in possesso della quota partecipativa di sua spettanza pari a circa l'1,6% di Telecom. Per Ca' de Sass, in base al prezzo di chiusura delle azioni venerdì, significherebbe una plusvalenza implicita ante imposte di circa 35 milioni di euro. Al coro si unisce Generali, che "coerentemente con quanto deliberato dal cda e annunciato la scorsa settimana ha esercitato oggi l'opzione di scissione da Telco".

Il disimpegno di Piazzetta Cuccia era stato annunciato nel giugno scorso, in occasione della presentazione delle linee guida del Piano dal 2014 al 2016, e avviato il 24 settembre successivo con la riduzione della partecipazione in Telco dal 11,6% al 7,3% (in trasparenza dal 2,6% all'1,6% del capitale ordinario di Telecom Italia).

Da settembre 2013, si legge nella nota, "il titolo Telecom ha registrato un incremento del 65% contro il 13% del settore Tlc Europeo e il 23% del Mibtel. L'operazione si inquadra altresì nel più ampio processo di riduzione dell'esposizione al comparto azionario, parte integrante delle linee guida del Piano 2014/16. In base corsi correnti di Telecom Italia, la plusvalenza inespressa sulla partecipazione spettante ammonta a circa 110 milioni di euro, che si aggiunge all'utile di 67 milioni registrato nel primo semestre dell'esercizio in corso".