MILANO - Potrebbe essere il tredicesimo punto sul foglietto di Matteo Renzi, che contiene la riforma della giustizia italiana: "Fissare le udienze prima della prescrizione". Una norma che dovrebbe valere per tutti i processi, ma che diventa tanto più necessaria quando sul banco degli imputati si siedono nomi roboanti come quello di Marco Tronchetti Provera. Il presidente della Pirelli è stato condannato in primo grado con l'accusa di ricettazione per aver comprato attraverso la Security di Telecom Italia, quando lui era presidente e la struttura era guidata da Giuliano Tavaroli, un cd (hackerato) con alcuni dati riservati relativi alle attività dell'agenzia investigativa Kroll. Ai tempi era in atto una guerra con il finanziere brasiliano Daniel Dantas per il controllo di Brasil Telecom, uno scontro senza esclusione di colpi nella quale erano coinvolti spie ed hacker, sia da una parte che dall'altra.
La sentenza di primo grado è stata pronunciata il 17 luglio 2013 dal giudice Anna Calabi e le motivazioni sono state depositate entro i 60 giorni canonici. La difesa di Tronchetti Provera ha presentato poi l'appello contro la condanna a un anno e otto mesi il 5 novembre 2013, ma il Tribunale di Milano ha pensato bene di fissare l'udienza il 21 ottobre 2014, dopo la prescrizione del reato che, commesso "in data anteriore e prossima al 27 settembre 2004" decade dopo dieci anni, ovvero il prossimo 27 settembre 2014.
Ora il Tribunale potrebbe mettere una pezza anticipando l'udienza, col rischio comunque che il reato si prescriva con il ricorso in Cassazione. L'eventuale anticipazione dell'Appello, tuttavia, non è priva di senso, in quanto se la Cassazione dovesse giudicare il ricorso inamissibile, rimarrebbe impressa in via definitiva l'assoluzione o la condanna di secondo grado.
La sentenza di primo grado è stata pronunciata il 17 luglio 2013 dal giudice Anna Calabi e le motivazioni sono state depositate entro i 60 giorni canonici. La difesa di Tronchetti Provera ha presentato poi l'appello contro la condanna a un anno e otto mesi il 5 novembre 2013, ma il Tribunale di Milano ha pensato bene di fissare l'udienza il 21 ottobre 2014, dopo la prescrizione del reato che, commesso "in data anteriore e prossima al 27 settembre 2004" decade dopo dieci anni, ovvero il prossimo 27 settembre 2014.
Ora il Tribunale potrebbe mettere una pezza anticipando l'udienza, col rischio comunque che il reato si prescriva con il ricorso in Cassazione. L'eventuale anticipazione dell'Appello, tuttavia, non è priva di senso, in quanto se la Cassazione dovesse giudicare il ricorso inamissibile, rimarrebbe impressa in via definitiva l'assoluzione o la condanna di secondo grado.