MILANO - Continua la fitta trama di relazioni del Btg Pactual, uno degli investitori più attivi del Brasile che in patria definiscono una sorta di "Goldman Sachs" in salsa sudamericana, e l'Italia. Il gruppo con svariati interessi finanziari in tutto il mondo, guidato da André Esteves, ha chiuso l'accordo con le Assicurazioni Generali per l'acquisto di Bsi, la banca svizzera controllata dal gruppo italiano con 90 miliardi di franchi in gestione e sede a Lugano, per un controvalore di 1,5 miliardi di franchi (1,24 miliardi di euro al cambio attuale). In particolare, 1,2 miliardi di franchi verranno pagati in contanti e per i restanti 300 milioni verranno girate azioni Btg quotate alla Borsa di San Paolo. Per il bilancio di Generali, la vendita si tradurrà in una minusvalenza da 100 milioni circa
Con la cessione di Bsi, ha annunciato il Leone in una nota, sono stati centrati in anticipo gli obiettivi patrimoniali legati alla Solvency 1 e fissati solamente per il prossimo anno. Con l'operazione, che sarà completata entro il primo semestre del 2015, il gruppo triestino stima di incrementare l'indice Solvency 1 di circa 9 punti percentuali. Il group Ceo della società italiana, Mario Greco, sottolinea che "attraverso questa operazione superiamo il target di Solvency 1 ripristinando la solidità del capitale di Generali con oltre un anno di anticipo rispetto al nostro piano al 2015".
Non si tratta di un fulmine a ciel sereno. La vendita di Bsi a Btg era nell'aria, da tempo sembrava mancassero solo gli ultimi dettagli da limare, in particolare il coinvolgimento dei regolatori svizzeri. La cessione della controllata rientra per altro nel piano strategico di Generali di concentrarsi sul business assicurativo e di rafforzare la base patrimoniale: il programma di cessione di asset per 4 miliardi stilato da Greco risulta con questa operazione coperto fino a 3,7 miliardi. Con la cessione, la società dichiara terminato il piano di cessione, avendo centrato gli obiettivi patrimoniali: l'indice Solvency 1 come pro-forma sulla base del primo trimestre 2014, sarà superiore al target 2015 di solvency 1 pari a 160%.
Quanto al compratore, si diceva, non è una nuova conoscenza per l'Italia, che sta attirando sempre più i suoi interessi; d'affari e personali, visto che da buon finanziere non ha perso l'occasione per regalarsi un tocco di classe con una vigna a Montalcino. André Esteves ha creato l'impero di Btg partendo da alcune attività di Ubs in America Latina, cedute al rampante banchiere e a un suo gruppo di collaboratori. Da lì la scalata a dimensione mondiale. In Italia, è già diventato partner della Fondazione Mps in occasione della cessione di quote da parte dell'ente allora guidato da Antonella Mansi: ha rilevato un pacchetto del 6,5% insieme a Fintech e l'ha unito in patto di sindacato insieme al 2,5% ancora di Palazzo Sansedoni. In precedenza, aveva anche fatto conoscenza con Consob, dalla quale ha ricevuto una sanzione per operazioni sulle azioni Cremonini. Secondo la rivista Forbes, Esteves è accreditato di un patrimonio di 4,2 miliardi di dollari che ne fanno il 382esimo uomo più ricco al mondo, 12esimo in Brasile.
Con la cessione di Bsi, ha annunciato il Leone in una nota, sono stati centrati in anticipo gli obiettivi patrimoniali legati alla Solvency 1 e fissati solamente per il prossimo anno. Con l'operazione, che sarà completata entro il primo semestre del 2015, il gruppo triestino stima di incrementare l'indice Solvency 1 di circa 9 punti percentuali. Il group Ceo della società italiana, Mario Greco, sottolinea che "attraverso questa operazione superiamo il target di Solvency 1 ripristinando la solidità del capitale di Generali con oltre un anno di anticipo rispetto al nostro piano al 2015".
Non si tratta di un fulmine a ciel sereno. La vendita di Bsi a Btg era nell'aria, da tempo sembrava mancassero solo gli ultimi dettagli da limare, in particolare il coinvolgimento dei regolatori svizzeri. La cessione della controllata rientra per altro nel piano strategico di Generali di concentrarsi sul business assicurativo e di rafforzare la base patrimoniale: il programma di cessione di asset per 4 miliardi stilato da Greco risulta con questa operazione coperto fino a 3,7 miliardi. Con la cessione, la società dichiara terminato il piano di cessione, avendo centrato gli obiettivi patrimoniali: l'indice Solvency 1 come pro-forma sulla base del primo trimestre 2014, sarà superiore al target 2015 di solvency 1 pari a 160%.
Quanto al compratore, si diceva, non è una nuova conoscenza per l'Italia, che sta attirando sempre più i suoi interessi; d'affari e personali, visto che da buon finanziere non ha perso l'occasione per regalarsi un tocco di classe con una vigna a Montalcino. André Esteves ha creato l'impero di Btg partendo da alcune attività di Ubs in America Latina, cedute al rampante banchiere e a un suo gruppo di collaboratori. Da lì la scalata a dimensione mondiale. In Italia, è già diventato partner della Fondazione Mps in occasione della cessione di quote da parte dell'ente allora guidato da Antonella Mansi: ha rilevato un pacchetto del 6,5% insieme a Fintech e l'ha unito in patto di sindacato insieme al 2,5% ancora di Palazzo Sansedoni. In precedenza, aveva anche fatto conoscenza con Consob, dalla quale ha ricevuto una sanzione per operazioni sulle azioni Cremonini. Secondo la rivista Forbes, Esteves è accreditato di un patrimonio di 4,2 miliardi di dollari che ne fanno il 382esimo uomo più ricco al mondo, 12esimo in Brasile.