Economia

Goldman sfonda quota 9 miliardi di ricavi trimestrali

Dopo Citigroup, Wells Fargo e Jp Morgan, anche Goldman Sachs batte le attese degli analisti: i profitti si attestano a 2,04 miliardi di dollari, i ricavi arrivano a 9,13 miliardi. Entrambi i dati superano nettamente le aspettative

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MILANO - Goldman Sachs, una delle 'big' bancarie statunitensi, ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto di 2,04 miliardi di dollari, pari a un utile per azione di 4,10 dollari. Quest'ultimo dato è superiore alle attese che erano di 3,04-3,07 dollari per azione dopo 4,02 dollari nel primo trimestre e 3,70 dollari un anno prima. I ricavi nel trimestre si sono situati a 9,13 miliardi contro 7,98 miliardi nelle attese e 9,33 miliardi nel primo trimestre.

Goldman Sachs ha, inoltre, annunciato un Roe annualizzato del 10,9% nel secondo trimestre dell'anno e nel primo semestre. Il ceo, Lloyd Blankfein, si è detto "soddisfatto dei risultati ottenuti sullo sfondo di condizioni non omogenee per i vari segmenti operativi". Il buon andamento dell'attività con la clientela nell'investment banking e nell'investment management, come anche il miglioramento dello scenario per il settore investimenti e prestiti hanno contribito a compensare le condizioni meno favorevoli riscontrati nei servizi per la clientela istituzionale".

Goldman Sachs ha poi detto che la liquidità 'core' in eccesso era pari a 170 miliardi di dollari a tutto giugno e che il ratio patrimoniale cet1 era dell'11,4% sempre a fine giugno (11,3% a fine marzo). Le attività totali sono diminuite di 56 miliardi a 860 miliardi di dollari alla fine del semestre come risultato delle iniziative di gruppo per ridurre le attività con rendimenti insufficienti. I ricavi nella divisione investiment banking sono cresciuti nel secondo trimestre del 15% a 1,78 miliardi, invariati dal primo trimestre, quelli nelle attività con i clienti istituzionali sono diminuiti dell'11% su base annua a 3,83 miliardi (-14% su base trimestrale), di cui 2,22 miliardi nella divisione reddito fisso, valute e commodities, in calo del 10% su base annua, e 1,61 miliardi (-13% anuo) nell'azionario.

I ricavi nelle attività di investimento e di prestito sono balzate del 46% su base annua a 2,07 miliardi (+36% su base trimestrale) e quelli nell'investment management sono cresciuti dell'8% annuo a 1,44 miliardi (-8% trimestrale). I costi operativi sono aumentati del 6% annuo a 6,30 miliardi di dollari e quelli relativi a compensi e benefit si sono attestati a 3,92 miliardi (+6% annuo). Il totale dei dipendenti si è ridotto dell'1% rispetto alla fine del primo trimestre di quest'anno.