Economia

Confalonieri: "Mediaset, il conflitto d'interessi c'è stato"

Il numero uno del gruppo ha parlato in audizione alla Camera: "Abbiamo avuto degli svantaggi dalla situazione". Poi l'attacco a Sky: "Impossibile competere con operatori liberi di rimanere monopolisti della propria piattaforma"

1 minuti di lettura
MILANO - Alla fine l'ammissione è arrivata. Quando Silvio Berlusconi era al governo, con Mediaset c'era un conflitto d'interesse. Lo ha detto il presidente del Biscione, Fedele Confalonieri, che in audizione alla Camera ha poi aggiunto: "E' esistito per un certo periodo, ma non era nè un bene nè un male. Noi non è che ne abbiamo avuto un vantaggio, abbiamo avuto qualche volta degli svantaggi perché cose che potevamo fare non le abbiamo potute fare. Oggi Berlusconi non è più
neanche senatore, la sua capacità politica è molto diminuita".

Il numero del Biscione è poi tornato ad attaccare Sky: "Come si fa a competere limitati da vincoli con altri operatori televisivi, che sono liberi di rimanere monopolisti della propria piattaforma, che si parano dietro ad una presunta abbondanza di risorse infrastrutturali (parliamo del satellite), pretendendo di essere sciolti da qualsiasi limite concorrenziale, 'signori e padroni' come sono della stramaggioranza delle frequenze satellitari?".

Parlanto della piattaforma satellitare di Rupert Murdoch, il presidente di Mediaset ricorda che "sono 26 i transponder in uso ad un solo operatore, oltre al triplo della banda effettiva dell'intero digitale terrestre, tanti da rendere impossibile a chiunque replicare un'offerta di canali ugualmente ricca sulla medesima posizione geostazionaria. E pensare - sottolinea Confalonieri - che sono gli stessi che non si sono vergognati di venire in queste sale a chiedere di distruggere la piattaforma concorrente, il digitale terrestre, dove lì no, non c'è un monopolista bensì una numerosa e concorrente pluralità...".

Il manager è poi tornato sul recente accordo che ha visto Telefonica salire all'11% di Mediaset Premium:  "Nella nostra strategia c'è di rivolgerci sempre di più all'esterno e, sia nella tecnologia sia per il carattere geografico, di espandere il nostro raggio d'azione poi vedremo quello che si potrà fare. Certo deve cambiare un pò anche il periodo economico perché, se resta l'economia quello che è, i consumi sono quello che sono e quindi gli incassi pubblicitari restano così depressi, non è che hai tante possibilità di investire o in contenuti o in altro, ma fai un'attività di normale amministrazione, non certamente di ampie visioni per il futuro. Speriamo che cambi", ha aggiunto.