Economia

La metropolitana di Parigi rifà le scale mobili:
sbaglia di 10 centimetri, danni per 6 milioni

Dopo le Ferrovie, che hanno ordinato treni troppo larghi per le stazioni, a finire nel mirino è la Ratp, l'azienda municipale della capitale francese. La società incaricata di rinnovare i macchinari ha allargato gli scalini da 90 centimetri a 1 metro, ma lo spazio non era sufficiente. Ora si dovrà rifare tutto da capo e già scatta il contenzioso

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PARIGI - Dieci centimetri, soltanto dieci centimetri, ma sufficienti per non far funzionare le scale mobili, costringere a costose riparazioni prima di arrivare alla soluzione più ovvia: rifare gli impianti. Due mesi fa, le ferrovie erano diventate lo zimbello delle reti sociali per aver ordinato 300 treni troppo larghi per le stazioni, il che comporterà una spesa di 50 milioni per rifare la bellezza di 1.200 marciapiedi. Adesso è la Ratp, l'azienda statale che gestisce i trasporti nella regione parigina, ad essere finita nei guai: trenta scale mobili sono troppo grandi per gli spazi su cui sono state costruite e dovranno tutte essere ricostruite. L'azienda dovrà sborsare 6 milioni, senza contare i soldi già spesi per i guasti a ripetizione. Poca roba rispetto a un fatturato di oltre 5 miliardi, ma sempre troppo in tempi di crisi e di tagli senza pietà su tutte le spese pubbliche.

La vicenda ha dell'incredibile, tanto più che gli impianti erano stati commissionati a una società con cui la Ratp ha già avuto un contenzioso. Ma soprattutto non si capisce come sia stato possibile immaginare di allargare i gradini da 90 centimetri a un metro senza calcolare che lo spazio a disposizione era insufficiente. Il risultato è stato ovviamente catastrofico: le scale mobili sono continuamente guaste, il materiale si rovina, gli addetti alla manutenzione sono sollecitati senza sosta. Alla fine, la Ratp ha deciso che è meglio rifare tutto piuttosto che continuare così.

Eppure, l'azienda pensava di aver fatto un affare: allargando di dieci centimetri i gradini, le scale mobili potevano trasportare un maggior numero di persone, quindi rendere più fluido l'accesso e l'uscita alla metropolitana in alcune stazioni molto utilizzate. E' stato invece un fiasco clamoroso: ordinate tra il 2006 e il 2007, le scale mobili avrebbero dovuto restare in funzione quarant'anni. Quanto alla fattura, non si sa ancora chi finirà per pagare: la Ratp ha già trascinato in tribunale la società costruttrice, accusandola di aver prodotto impianti con un difetto di concezione. Ma in un precedente contenzioso con la stessa azienda aveva ottenuto solo 100 mila euro per un danno superiore a 2,7 milioni di euro.