Economia

Crescono gli utili di Murdoch. E Sky Italia migliora i conti

La 21st Century Fox chiude il quarto trimestre fiscale con 999 milioni di dollari di utili, oltre le stime degli analisti. La controllata italiana ha perso 180mila abbonati in tre anni, ma è tornata all'utile operativo. In aumento i costi legati, però, alla trasmissione dei mondiali di calcio

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MILANO - La 21st Century Fox di Rupert Murdoch chiude il quarto trimestre fiscale con 999 milioni di dollari di utili, rispetto a perdite per 371 milioni nello stesso periodo dell'anno scorso. Il risultato è stato migliore delle attese, pari a 42 centesimi per azione contro i 38 previsti, una volta escluse voci straordinarie.

I ricavi sono aumentati del 17% a 8,42 miliardi, a fronte di attese per 7,99 miliardi. Sky Italia, che verrà ceduta alla controllata nella tv satellitare britannica BSkyB assieme a Sky Deutschland in un'operazione da complessivi 9,3 miliardi, ha riportato un calo di 25.000 abbonati nel trimestre a 4,73 milioni e aumenti dei costi nello sport legati soprattutto alla trasmissione dei Mondiali di calcio.

Intanto dopo l'annunciata fusione emergono i conti relativi a Sky Italia che nonostante un Pil in costante calo, negli ultimi tre anni è riuscita a mantenere i ricavi stabili poco sopra quota 2,8 miliardi con margini a 312 milioni (in calo rispetto ai 427 del 2012, ma in miglioramento dai 285 dello scorso anno) e tornando all'utile operativo per 12 milioni di euro. La nota negativa riguarda la dinamica degli abbonati: dal 2012 al 2014 sono scesi da 4,9 a 4,72 milioni, ma la spesa media mensile è salita da 42 a 43 euro per abbonato.

A trainare i conti dell'impero di Murdoch è stata, soprattutto, la divisione dei canali tv via cavo: le entrate sono lievitate a 3,35 miliardi da 2,95 miliardi, con profitti operativi lievitati dell'11% a 1,2 miliardi da 1,08. La divisione di produzione cinematografica ha aumentato i ricavi a 2,8 miliardi da 2,04 miliardi con utili di gestione quasi triplicati a 339 milioni da 117 milioni. Le reti televisive in chiaro hanno invece sofferto un declino del fatturato a 1,03 da 1,1 miliardi a causa di flessioni nella pubblicità.