MILANO - Un altro giorno "della verità" per la Fondazione Monte dei Paschi. La Deputazione generale è in agenda lunedì pomeriggio, e servono 11 voti a favore per nominare il presidente successore di Antonella Mansi, che dopo nemmeno un anno (ma molto intenso, in cui ha liquidato gran parte della quota dell'ente nella banca locale, scongiurandone il fallimento) è dimissionaria dal 1° agosto.
I 14 componenti della Deputazione, che lo scorso 29 luglio si sono spaccati su nomi e modalità dell'elezione, si erano inizialmente aggiornati al 22 agosto. Ma le pressioni ambientali del Tesoro che vigila sulle Fondazioni e del sindaco di Siena Bruno Valentini (che nomina 5 membri dell'organismo) hanno fatto anticipare di 11 giorni la riunione. La settimana che è trascorsa è stata utilizzata dai maggiorenti locali - Comune e Provincia di fatto controllano 7 deputati, e sono saldamente in mano al Pd - per cercare di tessere una rete solida di consenso attorno al senese Marcello Clarich, amministrativista della Luiss, e con recenti consulenze all'Istituto di credito sportivo e a Banca delle Marche. Tuttavia servono ben 11 voti a favore su 14 deputati per nominare il presidente della Fondazione. E al momento almeno due sono apertamente contrari.
Sergio Betti e Alessandra Navarri nelle ultime ore hanno convocato una conferenza stampa criticando il metodo di affossare la candidatura di Bettina Campedelli, docente di economia a Verona e considerata una soluzione di continuità rispetto all'uscente Mansi. "A noi nessuno ha spiegato nulla, la riunione dovrà ripartire da dove si era fermata il 29 luglio e crediamo ancora che Campedelli sia la soluzione migliore". La loro contrarietà è, insomma, allo strappo di Comune e Provincia, che per ragioni di immagine e opportunità gradirebbero fare presto, e converono su Clarich. Ma Betti e Navarri hanno annunciato che la riunione della deputazione potrebbe andare avanti "a oltranza e andare anche oltre il Palio", in agenda il 16 agosto, e che si corre proprio nella Piazza del Campo su cui il Palazzo Sansedoni sede dell'ente s'affaccia.
Il rischio, se non si troverà una soluzione dopo tre mesi di tentativi, è che il Tesoro decida di commissariare l'ente, cui è rimasto un 2,5% di Mps rinsaldato nel patto a tre con Fintech (4,5%) e Btg Pactual (2%). E per evitare esiti drastici sembra che a Siena si esplori anche la soluzione dell'outsider, un candidato dell'ultima ora che possa guidare per i prossimi quattro anni la Fondazione. Anche Mansi dopotutto fu eletta come terza incomoda, l'estate scorsa.
I 14 componenti della Deputazione, che lo scorso 29 luglio si sono spaccati su nomi e modalità dell'elezione, si erano inizialmente aggiornati al 22 agosto. Ma le pressioni ambientali del Tesoro che vigila sulle Fondazioni e del sindaco di Siena Bruno Valentini (che nomina 5 membri dell'organismo) hanno fatto anticipare di 11 giorni la riunione. La settimana che è trascorsa è stata utilizzata dai maggiorenti locali - Comune e Provincia di fatto controllano 7 deputati, e sono saldamente in mano al Pd - per cercare di tessere una rete solida di consenso attorno al senese Marcello Clarich, amministrativista della Luiss, e con recenti consulenze all'Istituto di credito sportivo e a Banca delle Marche. Tuttavia servono ben 11 voti a favore su 14 deputati per nominare il presidente della Fondazione. E al momento almeno due sono apertamente contrari.
Sergio Betti e Alessandra Navarri nelle ultime ore hanno convocato una conferenza stampa criticando il metodo di affossare la candidatura di Bettina Campedelli, docente di economia a Verona e considerata una soluzione di continuità rispetto all'uscente Mansi. "A noi nessuno ha spiegato nulla, la riunione dovrà ripartire da dove si era fermata il 29 luglio e crediamo ancora che Campedelli sia la soluzione migliore". La loro contrarietà è, insomma, allo strappo di Comune e Provincia, che per ragioni di immagine e opportunità gradirebbero fare presto, e converono su Clarich. Ma Betti e Navarri hanno annunciato che la riunione della deputazione potrebbe andare avanti "a oltranza e andare anche oltre il Palio", in agenda il 16 agosto, e che si corre proprio nella Piazza del Campo su cui il Palazzo Sansedoni sede dell'ente s'affaccia.
Il rischio, se non si troverà una soluzione dopo tre mesi di tentativi, è che il Tesoro decida di commissariare l'ente, cui è rimasto un 2,5% di Mps rinsaldato nel patto a tre con Fintech (4,5%) e Btg Pactual (2%). E per evitare esiti drastici sembra che a Siena si esplori anche la soluzione dell'outsider, un candidato dell'ultima ora che possa guidare per i prossimi quattro anni la Fondazione. Anche Mansi dopotutto fu eletta come terza incomoda, l'estate scorsa.