MILANO - L'azionista di riferimento di Luxottica, Leonardo Del Vecchio, conferma che il primo cda del colosso dell'occhialeria si riunirà il primo settembre e come previsto si concentrerà sull'addio dell'amministratore delegato, Andrea Guerra. Lo ha confermato all'Adnkronos Leonardo Del Vecchio, presidente di Luxottica. Alla domanda se oggi avesse sentito o incontrato qualche membro del board, Del Vecchio ha risposto: "Neanche uno, non ho sentito nessuno. Riceveranno la convocazione del cda oggi".
Per quanto riguarda il futuro, l'imprenditore veneto ha detto: "Sono tranquillissimo". Per la scelta del nuovo amministratore delegato "siamo allo studio, la ricerca prosegue, ma non c'è premura, non siamo stressati". Alla domanda se avesse già preso una decisione sul successore del Ceo Andrea Guerra, Del Vecchio ha risposto: "No, lo stiamo cercando. Quando lo avremo trovato lo comunicheremo". Quanto invece alla reazione di Borsa
"Pensavamo peggio". E' la risposta invece sull'andamento del titolo in Borsa dopo le indiscrezioni sulla prossima uscita del ceo Guerra.
Il manager, da dieci anni in sella all'azienda, avrebbe imboccato la strada dell'uscita a seguito di contrasti anche personali con l'imprenditore veneto. In particolare, c'è diversità di visione sulle strategie che il gruppo deve seguire per conservare la sua leadership globale, una rarità per un'azienda italiana. Guerra - che è stato corteggiato a lungo da Matteo Renzi per un posto al Mise o in una società pubblica - uscirà dal gruppo con una dote di 120 milioni circa tra buonuscita e stock option accumulate nel tempo.
Per quanto riguarda il futuro, l'imprenditore veneto ha detto: "Sono tranquillissimo". Per la scelta del nuovo amministratore delegato "siamo allo studio, la ricerca prosegue, ma non c'è premura, non siamo stressati". Alla domanda se avesse già preso una decisione sul successore del Ceo Andrea Guerra, Del Vecchio ha risposto: "No, lo stiamo cercando. Quando lo avremo trovato lo comunicheremo". Quanto invece alla reazione di Borsa
"Pensavamo peggio". E' la risposta invece sull'andamento del titolo in Borsa dopo le indiscrezioni sulla prossima uscita del ceo Guerra.
Il manager, da dieci anni in sella all'azienda, avrebbe imboccato la strada dell'uscita a seguito di contrasti anche personali con l'imprenditore veneto. In particolare, c'è diversità di visione sulle strategie che il gruppo deve seguire per conservare la sua leadership globale, una rarità per un'azienda italiana. Guerra - che è stato corteggiato a lungo da Matteo Renzi per un posto al Mise o in una società pubblica - uscirà dal gruppo con una dote di 120 milioni circa tra buonuscita e stock option accumulate nel tempo.