MILANO - Rivoluzione in arrivo sul mercato delle azioni cinesi, con possibilità di coglierne gli effetti anche per gli investitori italiani. Con il programma Shanaghai-Hong Kong Stock Connect, operativo dal prossimo ottobre, si creerà potenzialmente la terza Borsa mondiale: un progetto pilota consentirà agli investitori cinesi di acquistare le azioni quotati sul listino di Hong Kong. Viceversa, per gli investitori internazionali si aprirà gradualmente una porta d'accesso alle azioni cinesi, che dovrebbero anche vivere un percorso di maggiore trasparenza.
"Storicamente", spiegano da Etf Securities, "le azioni 'A-Share' del mercato cinese e quelle di Hong Kong (H-share) hanno trattato in maniera molto differente, visto che ci sono pesanti restrizioni sul mercato cinese e invece a Hong Kong l'investimento degli stranieri è ben accetto". La prima tipologia di azioni (A-share) riguarda titoli di compagnie locali denominate in valuta locale e di fatto accessibili a investitori locali. La seconda (H-share), invece, ha un mercato più ampio vista l'accessibilità internazionale alla Borsa di Hong Kong. Ad oggi, le singole compagnie asiatiche possono avere la doppia quotazione, ma i prezzi dell'una o dell'altra Piazza finanziaria riflettono diversamente il valore dell'azienda. Di fatto, da una parte (a Shanghai) c'è una sottovalutazione del titolo dovuta alla proibizione degli investimenti.
"L'apertura del mercato delle 'A-share' (i titoli di Shanghai, ndr)", spiegano ancora da Etf Securities, "sta accelerando. L'accordo Stock Connect permetterà gli arbitraggi tra l'una e l'altra Borsa, consentendo ai titoli di Shanghai di chiudere il gap di valutazione che li separa dagli omologhi titoli di Hong Kong". Il grafico seguente mostra con chiarezza quanto sia ampio il margine di recupero.

Per gli investitori, dunque, si prospetta un periodo fiorente su quel mercato, nonostante i volumi di investimenti siano ancora vincolati ad alcuni limiti di massima. "Non solo nel breve termine", spiega però Massimo Siano, a capo della regione del Sud Europa per Etf Securities, che è fresca di lancio (luglio scorso) di uno strumento dedicato (Etfs-E Fund Msci China A Go UCITS ETF (CASH). "Il programma consentirà a molti investitori di avere accesso al mercato cinese che rappresenta per eccellenza la prospettiva di crescita, al di là degli arbitraggi e dei flussi di liquidità di breve orizzonte".
"Storicamente", spiegano da Etf Securities, "le azioni 'A-Share' del mercato cinese e quelle di Hong Kong (H-share) hanno trattato in maniera molto differente, visto che ci sono pesanti restrizioni sul mercato cinese e invece a Hong Kong l'investimento degli stranieri è ben accetto". La prima tipologia di azioni (A-share) riguarda titoli di compagnie locali denominate in valuta locale e di fatto accessibili a investitori locali. La seconda (H-share), invece, ha un mercato più ampio vista l'accessibilità internazionale alla Borsa di Hong Kong. Ad oggi, le singole compagnie asiatiche possono avere la doppia quotazione, ma i prezzi dell'una o dell'altra Piazza finanziaria riflettono diversamente il valore dell'azienda. Di fatto, da una parte (a Shanghai) c'è una sottovalutazione del titolo dovuta alla proibizione degli investimenti.
"L'apertura del mercato delle 'A-share' (i titoli di Shanghai, ndr)", spiegano ancora da Etf Securities, "sta accelerando. L'accordo Stock Connect permetterà gli arbitraggi tra l'una e l'altra Borsa, consentendo ai titoli di Shanghai di chiudere il gap di valutazione che li separa dagli omologhi titoli di Hong Kong". Il grafico seguente mostra con chiarezza quanto sia ampio il margine di recupero.
Per gli investitori, dunque, si prospetta un periodo fiorente su quel mercato, nonostante i volumi di investimenti siano ancora vincolati ad alcuni limiti di massima. "Non solo nel breve termine", spiega però Massimo Siano, a capo della regione del Sud Europa per Etf Securities, che è fresca di lancio (luglio scorso) di uno strumento dedicato (Etfs-E Fund Msci China A Go UCITS ETF (CASH). "Il programma consentirà a molti investitori di avere accesso al mercato cinese che rappresenta per eccellenza la prospettiva di crescita, al di là degli arbitraggi e dei flussi di liquidità di breve orizzonte".