Heineken festeggia 40 anni in Italia, ma chiede meno tasse
"Negli ultimi cinque anni - dice il gruppo - abbiamo investito 3 miliardi di euro in un settore che non cresce e confermiamo il nostro impegno". La società si lamenta per l'aumento delle accise
MILANO - Heineken festeggia i 40 anni in Italia, conferma gli investimenti nel Paese - 3 miliardi di euro negli ultimi 5 anni -, ma chiede un taglio delle tasse. "Se in Italia fatturiamo 933 milioni come azienda ne paghiamo poi 334 milioni in tasse", sottolinea Edwin Botterman ad di Heineken Italia che aggiunge: "Nel 2015, nonostante l'affanno dei consumi e una fiscalità sfavorevole e in ulteriore peggioramento, confermiamo lo stesso livello di investimenti degli anni scorsi".
Il manager però prosegue la sua richiesta di riduzione della tasse "due motivi: il primo è che abbiamo uno svantaggio competitivo rispetto agli altri Paesi" europei e, in secondo luogo, perchè c'è una sorta di discriminazione, dal momento che è "l'unica bevanda da pasto che è sottoposta ad accise" (aumentate del 30% con i 4 aumenti della legge approvata sotto il Governo Letta). Tra imposte dirette e indirette, dal 2008 al 201…
Il manager però prosegue la sua richiesta di riduzione della tasse "due motivi: il primo è che abbiamo uno svantaggio competitivo rispetto agli altri Paesi" europei e, in secondo luogo, perchè c'è una sorta di discriminazione, dal momento che è "l'unica bevanda da pasto che è sottoposta ad accise" (aumentate del 30% con i 4 aumenti della legge approvata sotto il Governo Letta). Tra imposte dirette e indirette, dal 2008 al 201…
MILANO - Heineken festeggia i 40 anni in Italia, conferma gli investimenti nel Paese - 3 miliardi di euro negli ultimi 5 anni -, ma chiede un taglio delle tasse. "Se in Italia fatturiamo 933 milioni come azienda ne paghiamo poi 334 milioni in tasse", sottolinea Edwin Botterman ad di Heineken Italia che aggiunge: "Nel 2015, nonostante l'affanno dei consumi e una fiscalità sfavorevole e in ulteriore peggioramento, confermiamo lo stesso livello di investimenti degli anni scorsi".
Il manager però prosegue la sua richiesta di riduzione della tasse "due motivi: il primo è che abbiamo uno svantaggio competitivo rispetto agli altri Paesi" europei e, in secondo luogo, perchè c'è una sorta di discriminazione, dal momento che è "l'unica bevanda da pasto che è sottoposta ad accise" (aumentate del 30% con i 4 aumenti della legge approvata sotto il Governo Letta). Tra imposte dirette e indirette, dal 2008 al 2013, il gruppo ha versato allo Stato oltre 1,8 miliardi di euro. Nello stesso periodo l'apporto complessivo è stato di oltre 3 miliardi. Heineken Italia impiega tremila persone tra lavoratori diretti e indiretti. Oltre 30mila invece sono i posti generati nell'indotto. Quattro i siti produttivi: Comun Nuovo (Bergamo), Pollein (Aosta), Massafra (Taranto) e Assemini (Cagliari).
"I consumi di birra in Italia - spiega un comunicato del gruppo - non crescono da 10 anni e le importazioni continuano a crescere, ma la categoria è vivace e in movimento. Oggi oltre 30 milioni di italiani bevono birra e i consumi avvengono prevalentemente durante i pasti, anche se ancora concentrati nel periodo estivo. Noi abbiamo scelto di investire su marchi italiani come Birra Moretti che, dopo essere stata integrata nel Gruppo, ha raddoppiato i volumi di vendita".
Il manager però prosegue la sua richiesta di riduzione della tasse "due motivi: il primo è che abbiamo uno svantaggio competitivo rispetto agli altri Paesi" europei e, in secondo luogo, perchè c'è una sorta di discriminazione, dal momento che è "l'unica bevanda da pasto che è sottoposta ad accise" (aumentate del 30% con i 4 aumenti della legge approvata sotto il Governo Letta). Tra imposte dirette e indirette, dal 2008 al 2013, il gruppo ha versato allo Stato oltre 1,8 miliardi di euro. Nello stesso periodo l'apporto complessivo è stato di oltre 3 miliardi. Heineken Italia impiega tremila persone tra lavoratori diretti e indiretti. Oltre 30mila invece sono i posti generati nell'indotto. Quattro i siti produttivi: Comun Nuovo (Bergamo), Pollein (Aosta), Massafra (Taranto) e Assemini (Cagliari).
"I consumi di birra in Italia - spiega un comunicato del gruppo - non crescono da 10 anni e le importazioni continuano a crescere, ma la categoria è vivace e in movimento. Oggi oltre 30 milioni di italiani bevono birra e i consumi avvengono prevalentemente durante i pasti, anche se ancora concentrati nel periodo estivo. Noi abbiamo scelto di investire su marchi italiani come Birra Moretti che, dopo essere stata integrata nel Gruppo, ha raddoppiato i volumi di vendita".