Economia

Ipo,  anche Fedrigoni alza bandiera bianca

L'aspirante matricola, specializzata in carte speciali (banconote comprese) ha fatto marcia indietro alla conclusione del periodo di collocamento per colpa del deterioramento del contesto di mercato. E' la quinta società che rinuncia a Piazza Affari, ma il movimento non è solo italiano

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Un'altra aspirante matricola fa marcia indietro all'ultimo giorno di collocamento. Invocando l'ormai tradizionale deteriormento dei mercati "sempre più marcato". La società specializzata nelle carte speciali, ma anche nella stampa delle banconote e nelle etichette delle bottiglie di vini e alcolici, ha alzato bandiera bianca ed ha ritirato la società dalla quotazione. Come si legge in una nota del gruppo, la scelta è stata presa in accordo con le due banche responsabili del collocamento - Bnp Paribas e Unicredit - mentre Fedrigoni conferma i propri piani di crescita e di sviluppo.

La società, che già quasi tre fa era stata tentata dalla strada della Borsa, ha confermato anche adesso che la quotazione "resta un obiettivo strategico, anche in considerazione del forte apprezzamento e interesse" dimostrati dagli investitori. Il collocamento era articolato in una offerta pubblica di vendita, da parte della famiglia azionista, e in un aumento di capitale finalizzato alla crescita e a potenziali acquisizioni (probabilmente qualcosa è già nei radar della società). Contenuto, e in diminuzione, il livello di debiti del gruppo.

L'incognita-mercati ha fatto evidentemente la differenza, con oscillazioni molto violente e ripetute proprio negli ultimi dieci giorni. Di suo poi il gruppo sconta il settore merceologico, la carta, che non attraversa un momento facile, e che ricorda tanto la "old economy", anche se Fedrigoni e le sue carte speciali sono una storia a parte rispetto al comparto generico della carta. Solo a Piazza Affari, e il movimento è ben più ampio, si tratta del quinto ritiro consecutivo di aspiranti matricole.