MILANO - Dopo aver incassato i rilievi della Corte dei Conti sulla gestione industriale e finanziaria, Eni si porta a casa il placet del mercato sui conti del terzo trimestre del 2014. Il titolo corre in borsa dopo aver pubblicato un bilancio parziale con un utile adjusted di 1,17 miliardi di euro, superiore alle attese degli analisti, ferme a 894 milioni secondo il consensus raccolto da Bloomberg.
Nel dettaglio, il profitto rappresenta una crescita del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2013; il problema è chela performance operativa è peggiorata, ma tale andamento è stato più che compensato dalla flessione del tax rate consolidati. L'ebit adjusted è sceso dell'11,8% a 3,03 miliardi per effetto principalmente della contrazione dell'exploration & production e per la flessione dei prezzi del petrolio.
Nei 9 mesi l'utile netto adjusted è cresciuto del 3,2% a 3,24 miliardi e l'utile operativo dell'1,2% a 9,25 miliardi. L'utile netto è sceso del 57% a 1,71 miliardi rispetto al 2013, che contava sulla plusvalenza derivante dalla cessione del 20% del Mozambico per circa 3 miliardi.
Il gruppo, che ha annunciato la scoperta di un giacimento off-shore da 1 miliardo di barili al largo del Congo, ha registrato il commento di Claudio Descalzi, ad di fresca nomica, ai conti: "Sono particolarmente soddisfatto degli eccellenti risultati nella generazione della cassa, record degli ultimi 5 anni nonostante uno scenario non favorevole, conseguiti grazie agli sforzi compiuti negli ultimi mesi. Ciò rende ancor più credibile l'obiettivo di crescita della generazione di cassa dichiarato al mercato lo scorso luglio". Ancora, "l'esplorazione continua a fornire un contributo straordinario alla crescita futura del nostro portafoglio upstream, mentre lo sviluppo della nuova produzione prevista nel quadriennio prosegue secondo previsioni così come la ristrutturazione dei business della raffinazione e del gas. Sono convinto che questa strategia ed i risultati che ne derivano siano la miglior garanzia di redditività e di solidità per Eni in un contesto di prezzi decrescenti".
Per quanto riguarda il 2014, il quadro resta difficile: lo scenario competitivo resta particolarmente "sfidante" a vausa del calo dei prezzi del greggio per l'aumento dell'offerta e del ridemensionamento della crescita economica dell'economia globale. La produzione di idrocarburi, per quest'anno, "è prevista sostanzialmente in linea rispetto al 2013 al netto della cessione nella joint venture Artic Russia".
Nel dettaglio, il profitto rappresenta una crescita del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2013; il problema è chela performance operativa è peggiorata, ma tale andamento è stato più che compensato dalla flessione del tax rate consolidati. L'ebit adjusted è sceso dell'11,8% a 3,03 miliardi per effetto principalmente della contrazione dell'exploration & production e per la flessione dei prezzi del petrolio.
Nei 9 mesi l'utile netto adjusted è cresciuto del 3,2% a 3,24 miliardi e l'utile operativo dell'1,2% a 9,25 miliardi. L'utile netto è sceso del 57% a 1,71 miliardi rispetto al 2013, che contava sulla plusvalenza derivante dalla cessione del 20% del Mozambico per circa 3 miliardi.
Il gruppo, che ha annunciato la scoperta di un giacimento off-shore da 1 miliardo di barili al largo del Congo, ha registrato il commento di Claudio Descalzi, ad di fresca nomica, ai conti: "Sono particolarmente soddisfatto degli eccellenti risultati nella generazione della cassa, record degli ultimi 5 anni nonostante uno scenario non favorevole, conseguiti grazie agli sforzi compiuti negli ultimi mesi. Ciò rende ancor più credibile l'obiettivo di crescita della generazione di cassa dichiarato al mercato lo scorso luglio". Ancora, "l'esplorazione continua a fornire un contributo straordinario alla crescita futura del nostro portafoglio upstream, mentre lo sviluppo della nuova produzione prevista nel quadriennio prosegue secondo previsioni così come la ristrutturazione dei business della raffinazione e del gas. Sono convinto che questa strategia ed i risultati che ne derivano siano la miglior garanzia di redditività e di solidità per Eni in un contesto di prezzi decrescenti".
Per quanto riguarda il 2014, il quadro resta difficile: lo scenario competitivo resta particolarmente "sfidante" a vausa del calo dei prezzi del greggio per l'aumento dell'offerta e del ridemensionamento della crescita economica dell'economia globale. La produzione di idrocarburi, per quest'anno, "è prevista sostanzialmente in linea rispetto al 2013 al netto della cessione nella joint venture Artic Russia".