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EasyJet, su gli utili nell'esrcizio 2013/2014

I profitti salgono del 13%, frutto dell'aumento dei ricavi per posto offerto e del contenimento dei costi. Nel Belpaese dati superiori alle media. Il direttore per l'Italia, Ouseley: "Un investitore straniero che crea posti di lavoro in Italia andrebbe trattato meglio"
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MILANO - Easyjet, la compagnia aerea britannica, presenta numeri in crescita alla chiusura dell'esercizio fiscale allo scorso settembre. Il vettore Uk ha segnato profitti in progresso del 13% nel bilancio 2013/2014, a 450 milioni di sterline (circa 564 milioni di euro al cambio attuale), dai 398 milioni conseguiti nell'esercizio precedente. Si tratta di risultati superiori alle aspettative del mercato, accolti con soddisfazione dal direttore per l'Italia, Frances Ouseley. La manager sottolinea come easyJet si confermi una compagnia "estremamente profittevole, con un ritorno sul capitale impiegato al 20,5%", in crescita di oltre 3 punti percentuali sull'esercizio precedente.

Alla luce di questi numeri, frutto della crescita dei ricavi per posto offerto e della diminuzione dei costi relativi, il management ha deciso di estendere il dividendo in linea con la politica di distribuzione del 40% degli utili: la cedola sarà di 180 milioni o 45,4 pence per azione. Nessuna indic…
MILANO - Easyjet, la compagnia aerea britannica, presenta numeri in crescita alla chiusura dell'esercizio fiscale allo scorso settembre. Il vettore Uk ha segnato profitti in progresso del 13% nel bilancio 2013/2014, a 450 milioni di sterline (circa 564 milioni di euro al cambio attuale), dai 398 milioni conseguiti nell'esercizio precedente. Si tratta di risultati superiori alle aspettative del mercato, accolti con soddisfazione dal direttore per l'Italia, Frances Ouseley. La manager sottolinea come easyJet si confermi una compagnia "estremamente profittevole, con un ritorno sul capitale impiegato al 20,5%", in crescita di oltre 3 punti percentuali sull'esercizio precedente.

Alla luce di questi numeri, frutto della crescita dei ricavi per posto offerto e della diminuzione dei costi relativi, il management ha deciso di estendere il dividendo in linea con la politica di distribuzione del 40% degli utili: la cedola sarà di 180 milioni o 45,4 pence per azione. Nessuna indicazione, al momento, per nuove distribuzioni straordinarie di liquidità, che in parte il mercato aspettava. I ricavi si sono attestati a 4,53 miliardi di sterline, il 6,3% in più del settembre 2013.

Per Ouseley, l'anno concluso dimostra "la capacità di contenere i costi, ma senza impattare sulla qualità dell'offerta al cliente". Già da tempo, infatti, easyJet si è smarcata dal segmento puramente low-cost inserendo nell'offerta commerciale caratteristiche proprie dei voli tradizionali, sfruttando il web in maniera innovativa, con una particolare attenzione alla clientela business.

L'offerta complessiva di posti ha raggiunto la quota di 71,5 milioni, il 5,1% in più in dodici mesi. "I ricavi per posto offerto sono aumentati dell'1,2% a valuta corrente, e dell'1,9% a valuta costante raggiungendo 63,31 sterline", ha sottolineato la compagnia in una nota. "La crescita dei ricavi per posto deriva dall'efficacia delle iniziative in ambito 'digital' e da una continua attenzione all'allocazione del capitale". Di contro, i costi sono diminuiti dell'1,2% a valuta corrente, ma saliti dello 0,6% a moneta costante.

Anche l'Italia ha registrato ottime performance. Spiega Ouseley: "Abbiamo visto una crescita a tassi del 6%, al di sopra della media europea. Il load factor è al 92% (sopra il 90,6% di gruppo, ndr), i passeggeri ormai sono 14,4 milioni (+7%) su 15,6 milioni di posti offerti". I passeggeri italiani rispondono bene: "In questi anni abbiamo investito molto per raggiungere la nostra posizione, fortemente differenziata rispetto ai concorrenti. Stiamo raccogliendo il frutto, visto che i nostri dati ci dicono che l'Italia è il Paese nel quale i clienti mostrano la maggiore 'affinità' al brand easyJet". Roma e Milano sono le punte di diamante del network del vettore Uk, ma il recente investimento di Napoli, come base, paga: "Siamo soddisfatti di questo primo scorcio di operatività, siamo a 2 milioni di posti nel nostro anno fiscale e riceviamo apprezzamento dai passeggeri".

Nel risiko continentale delle compagnie, che vede molte grandi quali Air France e Lufthansa faticare (con tanto di tensioni interne e scioperi) per cercare di aggredire il segmento low-cost e Alitalia-Etihad in ristrutturazione, Ouseley crede che per easyJet le prospettive di crescita restino ancorate all'offerta di "un modo di viaggiare fortemente innovativo, che ha avvicinato sempre più persone al volo". Non preoccupa la scelta di Ryanair, la compagnia low-cost per eccellenza, di seguire la via di un'offerta più orientata al business: "Vista la scarsità di slot a disposizione in questo momento negli aeroporti principali, abbiamo un significativo vantaggio competitivo sul breve e medio termine", dice Ouseley. Che chiosa con un invito alla politica: "Credo che un investitore straniero come noi, che crea posti di lavoro, debba essere trattato meglio in Italia. Invece troppo spesso si vedono privilegiare le iniziative a favore delle compagnie 'tradizionali', che certo non vanno verso un mercato equo".