Economia

Ikea, Kamprad una ricchezza di 34 miliardi di euro e tasse per 37mila euro

Il magnate dell'Ikea, residente a Epalinges, grazie a un accordo col fisco svizzero sottoscritto 38 anni fa paga tasse duemila volte inferiore al suo patrimonio.Come lui, Schumacher, Tina Turner, Johnny Hallydai e altri vip

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LUGANO - Ha una fortuna stimata 42 miliardi di franchi, circa 34 miliardi di euro, ma in base alla cifra che versa al fisco sembrerebbe sia due mila volte inferiore. È il caso paradossale dell'88enne Ingvar Kamprad, il fondatore del gigante del mobile Ikea, cui ha fatto i conti in tasca il quotidiano elvetico 24 Heures.

A Epalinges, il comune non molto distante da Losanna, dove ha risieduto fino a poche settimane fa, prima di tornarsene in Svezia, il magnate pagava 45 mila franchi di imposte, grazie ad un forfait fiscale, un accordo con il locale ufficio delle tasse, sottoscritto 38 anni fa, al momento del suo arrivo in Svizzera.

La decisione di rientrare in patria, anche se motivata dalla scomparsa della moglie, è da ritenersi giudiziosa, oggi come oggi, visto che nella Confederazione, sui forfait fiscali come quello che ha graziato per decenni Mister Ikea, pende la minaccia di un referendum previsto il 30 novembre. I promotori, capitanati dai socialisti e dai verdi intendono, in tal modo, dire "basta ai privilegi per i milionari".

Complessivamente, questo tipo di imposizione particolarmente clemente, riguarda 5634 persone che, in media, pagano l'equivalente di poco più di 100 mila euro di tasse all'anno. Oltre a molti imprenditori multimiliardari approfittano del forfait fiscale personaggi dello sport come Michael Schumacher, la tennista a riposo Amelie Mauresmo, oltre che del mondo dello spettacolo, quali le rock star Johnny Hallyday e Tina Turner. Una delle condizioni per ottenere quella che un fiscalista ha, eufemisticamente, definito "tassa di soggiorno modulabile", è di non svolgere alcuna attività lucrativa in Svizzera. La sua abolizione viene definita "pura follia" dal promotore immobiliare di Ginevra, Bernard Nicod. Si paventa, infatti, un vero e proprio esodo di globalisti, ovvero di coloro che scelgono il luogo di residenza in base alla convenienza fiscale. Gente che, oltre a pagare quel poco di imposte, genera un indotto di circa due miliardi e mezzo di euro all'anno. Oltre a 22 mila posti di lavoro. Per lo più di personale dell'edilizia, del commercio e della ristorazione, che vive grazie alla presenza di quei ricchi stranieri che si fanno costruire case costose, con giardini curati, ricevono ospiti ed escono spesso a pranzo e a cena. In realtà, in alcuni Cantoni, i forfait sono già stati aboliti, dal voto popolare. Ma dove è capitato non c' stato alcun fuggi fuggi di Paperoni verso lidi più ospitali. A Zurigo, ad esempio, su 201 milionari se ne sono andati in 97 e le finanze cantonali non se ne sono quasi accorte.