Economia

Manager al verde: supercar in pegno per pagarsi i regali di Natale

Molti superdirigenti svizzeri non rinunciano ai lussi dell'Avvento, tra acquisti costosi e settimane in località esclusive. Ma arrivano a fine anno a corto di contanti. Così, in attesa di incassare i bonus tra febbraio e aprile, danno in pegno le loro automobili in cambio di liquidità. Per 16mila euro di prestito arrivano a pagare 800 euro al mese di interessi

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LUGANO - Per Natale la supercar rimane in garage. Ma non in quello di casa, bensì nel posteggio del banco dei pegni. Capita in Svizzera, soprattutto a Zurigo, in particolare ai manager della piazza finanziaria, che arrivano a fine anno con il fiato corto ed il portafoglio vuoto. Ma che, però, non possono rinunciare ai regali costosi, ai viaggi esotici, all'affitto del solito chalet con vista sulle piste nella località alpina alla moda. E allora, ecco che per rastrellare un po' di contanti danno in cauzione la loro vettura di lusso ad un'agenzia specializzata nella concessione di crediti a gente del bel mondo.

"Ci vorrebbe il bonus, per risolvere i loro problemi di liquidità che, tuttavia, arriva dopo, tra febbraio e aprile, lasciando scoperto il Natale", spiega al quotidiano 20 Minuten Cedric Domeniconi, titolare della Auto-Phandhaus, l'uomo che concede prestiti ottenendo in garanzia le supercar di quei manager temporaneamente squattrinati.

Li definisce, non senza un po' di perfidia, "i poveri dell'Avvento", a sottolineare come si tratti di vittime del consumismo natalizio. "In prevalenza - dice ancora Domeniconi - mi danno in pegno Bmw, seguite dalle Mercedes e dalle Porsche. Un credito di 20 mila franchi - aggiunge - ne viene a costare 1050 al mese". Ovvero, per 16 mila euro, se ne pagano poco più di 800 di interessi.

"Nove su dieci, dopo al massimo quattro mesi, tornano a ritirare le loro vetture, il che significa che hanno incassato il bonus e possono ripianare i debiti, mentre le auto che rimangono nel mio garage finiscono all'asta", fa presente Cedric Domeniconi. Ma, di lì a pochi mesi, la giostra dei "poveri dell'avvento" si rimette in moto e altre supercar prendono la via del banco dei pegni. Vicende che sembrano uscite dalla fervida fantasia dello scrittore Tom Wolfe, l'autore del Falò delle vanità, mirabile romanzo sulla caduta verticale di uno yuppie.