MILANO - Nuovo rilancio su Club Med. La battaglia per il controllo dei villaggi vacanza un tempo icona del turismo esotico non accenna a placarsi e oggi è arrivato il terzo ritocco di prezzo da parte di Andrea Bonomi, che attraverso la cordata Global resort ha portato a 24 euro per azione la proposta di Opa sul Club Med. Si tratta di un premio del 2,1% rispetto all'ultima offerta della cordata rivale capitanata dai cinesi di Fosun, a sua volta arrivata al terzo rilancio; rispetto alla prima offerta del finanziare italiano il rilancio attuale è pari al 14,3%.
Sul piatto, per il controllo di Club Med, a questo punto ci sono 915 milioni di euro ma, come ha sottolineato il finanziere italiano in una conferenza stampa a Parigi, il rilancio è "interamente finanziato con mezzi propri", quindi consente lo sviluppo industriale del gruppo (Bonomi prevede 150 milioni di investimenti supplementari, rispetto ai piani del management) e non graverà in alcun modo sui conti della società. Bonomi è tornato a sottolineare la centralità della Francia nei piani di sviluppo del Club Med con la sua regia, l'approccio di lungo termine dell'investimento ("Per rilanciare il Club servono soldi, tempo e progetti a molto lungo termine", ha detto oggi) e la presenza di partner altrettanto stabili al suo fianco (parland del fondo Usa Kkr ha spiegato che "non è un investitore speculativo").
Il Club Med è sotto i riflettori ormai da 19 mesi, da quando è partita la prima opa promossa dai cinesi (anche se con un'altra configurazione azionaria della cordata, che ora ha visto molto ridursi la partecipazione del fondo Ardian). Quell'opa languiva da tempo sul mercato perché il prezzo offerto era molto compresso. Dal giugno scorso si è innescata una spirale di rilanci che ha visto mosse e contromosse da parte dei due rivali. La cordata di Fosun ha l'appoggio esplicito del presidente del Club Med, Henri Giscard d'Estaing, quella di Bonomi ha schierato al suo fianco il figlio del fondatore di Club Mediterranèe, Serge Trigano, ex amministratore delegato della società e oggi patron della catena di alberghi Mama Shelter.
Sul piatto, per il controllo di Club Med, a questo punto ci sono 915 milioni di euro ma, come ha sottolineato il finanziere italiano in una conferenza stampa a Parigi, il rilancio è "interamente finanziato con mezzi propri", quindi consente lo sviluppo industriale del gruppo (Bonomi prevede 150 milioni di investimenti supplementari, rispetto ai piani del management) e non graverà in alcun modo sui conti della società. Bonomi è tornato a sottolineare la centralità della Francia nei piani di sviluppo del Club Med con la sua regia, l'approccio di lungo termine dell'investimento ("Per rilanciare il Club servono soldi, tempo e progetti a molto lungo termine", ha detto oggi) e la presenza di partner altrettanto stabili al suo fianco (parland del fondo Usa Kkr ha spiegato che "non è un investitore speculativo").
Il Club Med è sotto i riflettori ormai da 19 mesi, da quando è partita la prima opa promossa dai cinesi (anche se con un'altra configurazione azionaria della cordata, che ora ha visto molto ridursi la partecipazione del fondo Ardian). Quell'opa languiva da tempo sul mercato perché il prezzo offerto era molto compresso. Dal giugno scorso si è innescata una spirale di rilanci che ha visto mosse e contromosse da parte dei due rivali. La cordata di Fosun ha l'appoggio esplicito del presidente del Club Med, Henri Giscard d'Estaing, quella di Bonomi ha schierato al suo fianco il figlio del fondatore di Club Mediterranèe, Serge Trigano, ex amministratore delegato della società e oggi patron della catena di alberghi Mama Shelter.