Economia

Piace la 'Shanghai connessa', boom delle azioni cinesi

Le strade di Shanghai (afp)
La piazza finanziaria della Cina continentale regina dell'interesse internazionale, dopo le mosse della Banca centrale e la connessione con Hong Kong, che permette l'accesso - seppur limitato - al mercato dell'ex Celeste impero
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MILANO - Rally a Shanghai: l'indice ha guadagnato oltre 20 punti percentuali nell'ultimo mese, il massimo registrato da Bloomberg in un lotto di 93 indici globali. Nell'ultima settimana (chiusa con un +9,5%) per la prima volta il valore medio degli scambi ha superato 1.000 miliardi di yuan (161 miliardi di dollari circa). Il taglio del costo del denaro da parte della Banca centrale cinese, l'avvio della connessione dei listini di Hong Kong e Shanghai, che permette l'acquisto di titoli della Cina continentale attraverso la piazza dell'ex colonia britannica, la percezione di un percorso di riforma da parte delle autorità: tutti elementi che hanno convinto gli investitori a puntare sul colosso asiatico. Tanto da far intervenire l'Autorità stessa dei mercati cinesi a predicare cautela e a consigliare di ponderare per bene i rischi dell'investimento azionario, generando un piccolo contraccolpo nell'ultima giornata di scambi.

In ogni caso, al di là di questo episodio, la tendenza è chiara. La testimonia anche una ricerca di Etf Securities, secondo la quale "il programma di riforme introdotto dal governo Cinese così come il programma di connessione delle borse Hong Hong- Shanghai sono alcuni dei driver che soggiacciono al rialzo delle 'China A-Shares', portando ad una forte performance nel segmento". Per quantificare l'interesse, basta pensare che l'Etf dedicato alle azioni della Cina continentale, quotato su Borsa Italiana, ha registrato un balzo di oltre il 50% dal 2 luglio al 4 dicembre scorsi (ETFS-E Fund MSCI China A GO UCITS ETF). "Un investitore italiano non può scambiare azioni quotate sulle borse di Shanghai o Shenzen a meno che non abbia un accordo con un partner locale", spiega Massimo Siano a capo dell'Europa del Sud per Etf Securities. Ecco perché lo strumento "può aiutare gli investitori italiani ad acquistare azioni cinesi".

"L'implementazione di un programma di riforme da parte del governo Cinese ha fornito agli investitori la sicurezza che le autorità sono serie riguardo al miglioramento della struttura istituzionale cinese affinché la crescita nel Paese sia sostenibile nel lungo termine. Ad esempio un giro di vite sulla corruzione e la riforma che consente ai governi locali di prestare a proprio nome piuttosto che attraverso terzi hanno fatto molta strada nella riduzione della complessità e nel miglioramento della trasparenza del sistema finanziario", spiega ancora la ricerca.

"Il governo e la Banca Centrale Cinese hanno la capacità e la sicurezza normativa per veder raggiunti i loro target di crescita. Le autorità cinesi hanno reagito al rallentamento della crescita economica attraverso un alleggerimento monetario e accelerando la spesa infrastrutturale. Il mercato azionario ha reagito positivamente a questi sviluppi". Ancora, la connessione tra Hong Kong e Shanghai, "segna l'apertura più significativa del mercato azionario cinese. Nel primo giorno di scambi, i flussi hanno raggiunto la loro quota giornaliera, segno di quanto forte sia la domanda repressa per le azioni ordinarie cinesi".