MILANO - In base a nuove regole proposte dalla Federal Reserve, JP Morgan rischia un buco di capitali da 22 miliardi di dollari, da colmare entro il 2019, che getta nuove ombre sulla più grande banca americana per asset.
E' stato il vicepresidente della Fed, Stanley Fischer, ha spiegare che una banca è a corto di quella cifra, definita "impressionante". In una sessione di domande e risposte con lo staff dell'istituto centrale, il numero due del governatore Janet Yellen ha indicato che quella banca è appunto JP Morgan.
Inizialmente la Fed si era limitata a dire che a livello aggregato le banche sarebbero state a corto di capitali per 21 miliardi di dollari. Nello specifico, la banca centrale americana vuole che le otto più grandi banche statunitensi mettano da parte capitali addizionali tenendo conto della loro dimensione, affidabilità e a quanto sono interconnesse con il sistema finanziario.
La proposta della Banca centrale americana, su cui verranno raccolti commenti prima che venga finalizzata, è più severa di quanto descritto dai regolatori internazionali a Basilea, in Svizzera. Essa riguarda Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs, JP Morgan Chase, Morgan Stanley, Wells Fargo, Bank of New York Mellon e State Street.
I capitali aggiuntivi saranno pari a più del 2,5% degli asset rischiosi come previsto dai regolatori internazionali. Usando i dati del 2013, la Fed stima che possano arrivare fino al 4,5%. Se non rispetteranno i nuovi criteri, le banche non potranno emettere dividendi o bonus. Per la Fed, le banche sono già nelle condizioni di rispettare tali requisiti, fatta eccezione appunto per JP Morgan. Le nuove regole prudenziali - ha dichiarato la presidente Yellen "vanno ad attenuare i rischi potenziali che le banche sistemiche possono avere sulla stabilità finanziaria della nostra economia".
E' stato il vicepresidente della Fed, Stanley Fischer, ha spiegare che una banca è a corto di quella cifra, definita "impressionante". In una sessione di domande e risposte con lo staff dell'istituto centrale, il numero due del governatore Janet Yellen ha indicato che quella banca è appunto JP Morgan.
Inizialmente la Fed si era limitata a dire che a livello aggregato le banche sarebbero state a corto di capitali per 21 miliardi di dollari. Nello specifico, la banca centrale americana vuole che le otto più grandi banche statunitensi mettano da parte capitali addizionali tenendo conto della loro dimensione, affidabilità e a quanto sono interconnesse con il sistema finanziario.
La proposta della Banca centrale americana, su cui verranno raccolti commenti prima che venga finalizzata, è più severa di quanto descritto dai regolatori internazionali a Basilea, in Svizzera. Essa riguarda Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs, JP Morgan Chase, Morgan Stanley, Wells Fargo, Bank of New York Mellon e State Street.
I capitali aggiuntivi saranno pari a più del 2,5% degli asset rischiosi come previsto dai regolatori internazionali. Usando i dati del 2013, la Fed stima che possano arrivare fino al 4,5%. Se non rispetteranno i nuovi criteri, le banche non potranno emettere dividendi o bonus. Per la Fed, le banche sono già nelle condizioni di rispettare tali requisiti, fatta eccezione appunto per JP Morgan. Le nuove regole prudenziali - ha dichiarato la presidente Yellen "vanno ad attenuare i rischi potenziali che le banche sistemiche possono avere sulla stabilità finanziaria della nostra economia".